Boom di scioperi: 685% in più, Pressing di Cisl e Uil sul governo

01/07/2002

29 GIUGNO 2002

 
 
Pagina 38 – Economia
 
 
Impennata nei primi 5 mesi per via soprattutto dell´articolo 18.
Angeletti e Pezzotta insoddisfatti
Boom di scioperi: il 685% in più Pressing di Cisl e Uil sul governo
          VITTORIA SIVO

          ROMA – Aumento record degli scioperi nei primi cinque mesi di quest´anno. L´impressionante balzo delle ore di lavoro perse per scioperi è quantificato dall´Istat in un incremento del 685,2% fra gennaio e maggio 2002 rispetto allo stesso periodo dell´anno scorso. Significativo il fatto che in massima parte l´aumento è dipeso da agitazioni estranee al rapporto di lavoro. Secondo l´Istituto di statistica, infatti, il 91,8% delle fermate del lavoro, pari a 20,3 milioni di ore perse, è stato motivato da questioni soprattutto legate alla lotta al terrorismo dopo l´omicidio di Marco Biagi e alla difesa dell´art.18 dello Statuto dei lavoratori, mentre le ore perse per rivendicazioni economico-normative sono state solo 1,8 milioni nell´arco dei cinque mesi, prevalentemente concentrate nel settore metalmeccanico e del credito, con un calo del 34,6% rispetto al corrispondente periodo del 2001.
          La prima impennata si è registrata in gennaio con circa 3,4 milioni di ore perse in relazione agli scioperi articolati per regione contro le modifiche all´art.18. Il picco più vistoso è però in aprile con ben 15,9 milioni di ore non lavorate, in relazione allo sciopero generale di 8 ore che Cgil, Cisl e Uil organizzarono unitariamente contro le modifiche all´art.18. La temperatura sindacale è calata in maggio con «sole» 80.000 ore perse per scioperi, ma nei prossimi mesi potrebbe risalire, stando alle proteste già messe in cantiere dalla Cgil non solo contro le deroghe all´art.18 ma sull´insieme delle proposte del governo.
          Proprio in relazione al negoziato governo-parti sociali che ha al centro la riforma del mercato del lavoro (con autoesclusione della Cgil dal tavolo di trattativa), oltre alle questioni del fisco, Mezzogiorno, sommerso, l´attenzione è puntata sull´incontro di martedì prossimo a palazzo Chigi. Ieri il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi ha ribadito che si tratta di un appuntamento decisivo, anche se forse non conclusivo, in quanto il governo «fornirà tutta una serie di risposte che il quadro d´assieme della finanza pubblica, quale oggi conosciamo, consentirà di rappresentare». Confermato anche per il 4 luglio il Consiglio dei ministri sul documento di programmazione economica e finanziaria. Quanto alla cifra messa a disposizione dal governo per aumentare l´indennità di disoccupazione (700 milioni di euro) Sacconi ha precisato che essa non dipende da limiti di spesa pubblica, «ma dalla volontà di realizzare un´integrazione al reddito in termini prettamente funzionali all´incontro fra domanda e offerta». «Anche se avessimo più risorse a disposizione non le utilizzeremmo» per «non incoraggiare abusi che già esistono».
          Dal fronte sindacale Cisl e Uil non vogliono farsi mettere fretta dal governo e ribattono sulle condizioni alle quali l´accordo sarà possibile. Savino Pezzotta invita il governo a dare «segnali più positivi e di buona volontà», «non può essere una trattativa finta, attendiamo quello che ci dirà il governo martedì sul Dpef e penso che sia un appuntamento importante, poi vedremo». Luigi Angeletti chiede modifiche alla proposta del governo sull´art.18 per avere la garanzia che si tratta di una sperimentazione e che «nulla viene cambiato per le imprese con oltre 15 dipendenti».