Boom della cassa integrazione nel 2003 è cresciuta del 70%

16/12/2004

    giovedì 16 dicembre 2004

    Pagina 37 – Economia

      Dai dati Inps un altro segnale sulla crisi economica. Nel 2004 sale del 4,7% la spesa pensionistica
      Boom della cassa integrazione nel 2003 è cresciuta del 70%

        ROBERTO MANIA

          ROMA – La crisi dell´industria italiana si trasferisce anche sull´Inps: nel 2003 le ore di cassa integrazione straordinaria hanno subito un´impennata con un incremento del 70,4 per cento rispetto al 2002. Il dato è contenuto nel Rapporto annuale 2003 dell´istituto di previdenza, presentato ieri dal presidente Gian Paolo Sassi, insieme al direttore generale Vittorio Crecco e al presidente del Consiglio di indirizzo e sorveglianza (Civ), Franco Lotito.

          Il boom della cigs, dunque, è una conferma delle difficoltà profonde e strutturali dell´apparato produttivo italiano, dopo il crollo della produzione industriale ad ottobre (-5,6 per cento su base annua) registrato dall´Istat all´inizio della settimana, e dopo l´allarme del presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo sulle caratteristiche dell´attuale crisi economica («la peggiore dal dopoguerra»). Alla cassa integrazione straordinaria si ricorre, infatti, nei casi di riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale, quindi per problemi che hanno bisogno di tempo per essere eventualmente risolti; mentre si utilizza la cassa integrazione ordinaria quando va affrontato un calo temporaneo della domanda nel mercato. La cassa ordinaria è anch´essa cresciuta ma solo del 2,9 per cento. Complessivamente, considerando anche il settore dell´edilizia dove la cig è aumentata dell´11,2 per cento, lo scorso anno la cassa integrazione in Italia ha registrato un + 28,2 per cento.

          Più in generale i conti dell´Inps riflettono l´andamento del mercato del lavoro dell´ultimo anno. La crescita dell´occupazione, pur in una fase di stagnazione dell´economia, si è tradotto in un aumento dei lavoratori iscritti (+3,4 per cento rispetto al 2002), il che ha permesso un miglioramento delle entrate di 7 milioni di euro (+ 6,1 per cento). La spesa è tuttavia cresciuta nel 2003 (+6,4 per cento) e sta continuando a farlo nell´anno in corso che si chiuderà un incremento del 4,7 per cento.

          A parte il fondo dei lavoratori parasubordinati (i co.co.co), che non eroga ancora le pensioni, tutti gli altri sono in deficit. E alcune situazioni, in particolare i fondi dei dirigenti (ex Inpdai), degli elettrici e dei trasporti, «non possono che definirsi critiche – si legge nel Rapporto – rischiando di condurre ad un peggioramento marcato dei conti dell´istituto».

            Il presidente Sassi, infine, ha anche fornito un aggiornamento sulle richieste per il cosiddetto superbonus: sono arrivate a 25.510 domande e ne sono state accolte 10.499.