Boom dei prezzi di pane e pasta: più 7,5% in un anno

16/10/2007
    martedì 16 ottobre 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Boom dei prezzi
    di pane e pasta
    più 7,5% in un anno

      Indagine Antitrust sui panificatori di Roma
      L’inflazione sale all’1,7% in settembre

        di Laura Matteucci/ Milano

        IMPENNATA – L’inflazione a settembre è salita all’1,7% su base annua dall’1,6% di agosto. L’Istat conferma così la stima preliminare e l’impennata del prezzo di pane e pasta: +7,5% il primo rispetto a settembre 2006 (in accelerazione dal +4,2% di agosto), +4,5% la seconda. Dati che, peraltro, arrivano proprio nel giorno in cui l’Antitrust annuncia di aver aperto un’istruttoria sui panificatori di Roma e provincia per verificare l’esistenza di un possibile cartello, «che potrebbe aver causato aumenti indifferenziati». Non solo. Secondo un’indagine Ismea-AcNielsen, nei primi otto mesi dell’anno si è registrato un calo record dei consumi di pane, -7,4%, e anche di pasta di semola, -4,5%. Una riduzione certamente collegata al cambiamento degli stili di vita, ma anche al progressivo rincaro dei prezzi.

        L’inflazione, comunque, cresce in quasi tutti i generi alimentari: +2,9% per il comparto dal 2,4% di agosto, con punte soprattutto per i cereali. Sotto pressione anche i prezzi di carne (+2,8%, il pollame è in rialzo del 6,7%) e latte (+3,2%). Elevato anche il tasso di crescita annuale della frutta, che mette a segno un +5,6%.

        Di fatto, è al supermercato che il portafoglio soffre di più. Prendendo come base di riferimento la spesa alimentare settimanale di una famiglia tipo di 4 persone ed elaborando tutti gli aumenti, il totale aumenta dai circa 78 euro dello scorso anno ai circa 84 euro di oggi, con un aumento di circa 6 euro a settimana. In un mese, senza alcun tipo di extra, si spendono quindi 24 euro in più. E in un anno il carrello è diventato più pesante di 288 euro. Senza considerare i cenoni delle feste.

        Un capitolo a parte merita l’istruzione, con un avvio dell’anno scolastico piuttosto salato per le famiglie italiane: rispetto a un anno, la spesa per libri, materiale didattico e cancelleria cresce dell’1,5%.

        Negli altri settori, ad esempio l’energia, l’Istat registra un aumento dello 0,8% rispetto a settembre 2006. Il gasolio invece è in calo dello 0,5%. Tensioni al rialzo nelle tariffe locali: l’acqua potabile aumenta su base mensile dello 0,8%, mentre il tasso di inflazione tendenziale è al 6,4%. La tariffa rifiuti ha una crescita congiunturale dello 0,2% e tendenziale di ben il 9,5%.

        Buone notizie, invece, arrivano dalle tariffe aeree, diminuite in un anno del 9,6%, dalle comunicazioni (-8,8%), dai servizi sanitari e spese per la salute (-0,2%).

        Le associazioni dei consumatori – Adoc, Adusbef, Federconsumatori e Codacons – premono perchè si concluda in fretta e positivamente il tavolo di confronto aperto con il governo attraverso i due ministeri delle Politiche Agricole e dello Sviluppo economico, «poiché le ricadute degli aumenti per ogni famiglia potrebbero essere, se non bloccati, di circa 400 euro in più all’anno». «Inoltre – aggiungono – dovrà essere messa in campo una iniziativa strutturale, che dovrà pervenire in tempi rapidi sia ad una razionalizzazione che a una resa più efficiente dell’intera filiera agroalimentare, e sia alla definizione di accordi interprofessionali, per rendere ricavi economici più equi all’interno della filiera stessa e a vantaggio dei produttori diretti e dei consumatori».