Bonus vacanze? Boutade

12/07/2007
    mercoledì 11 luglio 2007

    Pagina 20 – Turismo

      Polemica dopo le dichiarazioni di Bocca (Federalberghi): interviene Fiavet

        Bonus vacanze? Boutade

          Strumento discriminatorio per chi va all’estero

            Non accennano a placarsi le polemiche dopo le affermazioni contenute nelle previsioni Federalberghi per l’estate e dopo le dichiarazioni provocatorie rilasciate dal presidente dell’associazione e vicepresidente Confcommercio.

              Non sono piaciute né le tesi di fondo della conferenza stampa di presentazione né le provocatorie richieste di Bocca (un bonus per i turisti italiani), né la (voluta?) contrapposizione con il ministero, che, tra pochi giorni, fornirà i dati ufficiali sulla stagione. In questa polemica è entrata ieri anche Fiavet, che siede in Confturismo insieme a Federalberghi. In una nota, il vicepresidente vicario di Fiavet, Paolo Mazzola, pur senza mai citare i «colleghi» di Federalberghi, sottolinea che «nei giorni scorsi sono stati diffusi alcuni risultati di indagini previsionali che lasciano intravedere una consistente riduzione della domanda interna. Anche a prescindere da analoghe sensazioni, che le agenzie di viaggi stanno riscontrando, è del tutto evidente come i conti si facciano a consuntivo. Anche per questo, la proposta, avanzata da alcune parti, di istituire un bonus per sostenere le vacanze in Italia da parte degli italiani appare più che altro come una boutade. Si tratterebbe infatti, al di là della copertura finanziaria, di uno strumento discriminatorio nei confronti delle destinazioni turistiche straniere e, quindi, di una vera e propria distorsione degli accordi commerciali internazionali e delle regole europee di concorrenza. Vale appena il caso di ricordare che proprio l’Italia, in altri settori economici, si batte con successo contro ogni forma di autarchia e di protezionismo».

                Mazzola continua affermando che «ogni eventuale tentativo di stimolare la domanda interna verso le mete turistiche nazionali dovrebbe semmai valersi di campagne di comunicazione, ovvero di incentivi più efficaci, come è avvenuto in altri campi dell’economia. Varrebbe quindi la pena di pensare a una qualche forma di detraibilità fiscale delle spese documentate per viaggi e vacanze, ben sapendo che il vantaggio sarebbe duplice: per l’80% circa queste vacanze verrebbero fruite in Italia, come già avviene; la necessità di una documentazione fiscale per la detrazione si rivelerebbe un potente strumento contro l’evasione e il sommerso. La boutade del bonus, invece, fa sorgere il sospetto che si vogliano per questa via sostenere imprese poco competitive e non in grado di confrontarsi con i concorrenti stranieri.