Bonus pensioni verso il traguardo

06/09/2004


        Numero 212, pag. 35
        del 4/9/2004
        Autore: di Gigi Leonardi
         
        Bonus pensioni verso il traguardo
         
        Pronta la bozza del decreto con le modalità operative per accedere all’incentivo dal 1° ottobre.
        Domanda all’Inps e al datore di lavoro. Possibile la revoca
         
        Dovrebbe scattare dal primo ottobre il superbonus offerto dalla legge delega sulla riforma previdenziale a coloro che pur raggiungendo il requisito utile per la pensione di anzianità decidono di rimanere sul posto di lavoro.
        La decorrenza dell’incentivo, stando alle indiscrezioni, è scritta nella bozza del decreto interministeriale (lavoro ed economia) che dovrà indicare le modalità operative della norma, subito dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale (prevista per il giorno 21 settembre) della legge approvata definitivamente dal parlamento lo scorso 28 luglio.

        Vecchio incentivo
        Per meglio inquadrare l’argomento, vale la pena ricordare che l’articolo 75 della legge n. 388/2000 (la Finanziaria 2001) consente ai dipendenti del settore privato che rinviano il pensionamento di anzianità una volta raggiunti i requisiti di rinunciare all’ulteriore accredito contributivo e di farsi inserire in busta paga l’8,89% (9,89% per la parte di retribuzione che supera i 37.883,00 euro annui), ossia la quota di contribuzione a carico del dipendente destinata al fondo pensioni.

        L’altra quota di contributi (il 23,81%) rimane nelle casse dell’azienda.

        Tale disposizione non ha avuto però molta fortuna in quanto sono pochissimi coloro che di fatto ne hanno beneficiato. I motivi dell’insuccesso sono essenzialmente due.

        Primo, lo sgravio contributivo è legato all’instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro a tempo determinato della durata di almeno due anni; molti dunque non se la sentono di legarsi alla ditta per un minimo di due anni.
        Secondo, parte dell’aumento della busta paga, dovuto alla mancata trattenuta contributiva, a conti fatti viene risucchiato dal fisco. La somma incassata dal dipendente, in sostanza, non supera il 4-5% dello stipendio.

        Nuovo bonus
        Il nuovo incentivo è decisamente più consistente.
        Si tratta infatti dell’intera aliquota contributiva pensionistica: 32,7%, e per giunta esentasse.

        Questo significa che chi rinvierà il pensionamento di anzianità da qui a tutto il 2007 potrà continuare a lavorare intascando lo stipendio maggiorato di oltre un terzo, senza pagare ulteriori imposte, né legandosi con alcun contratto.

        Naturalmente, non pagando più i contributi, il cui valore entrerà nella sua busta paga anziché nelle casse dell’Inps, il dipendente che ha scelto il bonus non si vedrà di conseguenza accreditare alcuna contribuzione utile alla pensione.
        In altre parole, la rendita gli verrà calcolata sulla base degli stipendi e della anzianità contributiva maturata alla data in cui ha scelto di continuare a lavorare, e materialmente corrisposta (con gli aggiornamenti Istat) quando cesserà definitivamente il rapporto di lavoro.

        Chi ne può usufruire
        Come avvenuto per il ´vecchio’ incentivo, anche il nuovo bonus è riservato ai soli dipendenti del settore privato. Dovrebbe quindi riguardare, ma il decreto ministeriale di attuazione non se ne occupa, solo coloro che risultano legati da un contratto di diritto privato, a prescindere dall’ente previdenziale cui versano i contributi per la pensione.

        In proposito occorre sottolineare che la stessa legge, all’articolo 1, comma 2, lettera p), prevede la possibilità di estendere l’incentivo, previo confronto con le organizzazioni sindacali e con le necessarie armonizzazioni, anche ai dipendenti delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001.
        Questo potrebbe voler dire che sicuramente non rientrano tra i possibili fruitori del bonus i dipendenti delle amministrazioni dello stato; degli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative; delle aziende e amministrazioni dello stato a ordinamento autonomo, delle regioni, province, comuni; delle comunità montane e loro consorzi e associazioni; delle istituzioni universitarie; degli istituti autonomi case popolari; delle camere di commercio e loro associazioni; di tutti gli enti pubblici non economici nazionali (Inps, Inail ecc.), regionali e locali; delle amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.

        Aziende in crisi
        L’attrattiva del bonus da parte del dipendente cozza in qualche modo con il problema degli esuberi di personale. Pare quindi che il decreto ministeriale escluda dall’incentivo i dipendenti delle aziende dichiarate in stato di crisi.

        O quanto meno preveda, in questi casi, l’accesso al bonus solo con il consenso del datore di lavoro, lasciando così spazio alla negoziazione aziendale.

        Decorrenza
        L’obbligo del versamento contributivo viene meno, previo esercizio dell’opzione, dalla prima finestra utile al pensionamento, ovvero dal primo giorno del mese successivo a quello di esercizio dell’opzione stessa se si tratta di una finestra già aperta (in pratica, quindi, dal 1° ottobre, per tutti coloro che hanno appunto la finestra già aperta).

        La somma pari ai contributi non versati deve essere corrisposta al lavoratore entro il mese successivo al periodo di paga cui gli stessi (contributi) si riferiscono.

        Durata
        Non ci sono particolari vincoli.
        Il dipendente quindi può scegliere il bonus in qualsiasi momento, dopo che si è aperta la finestra per l’anzianità.

        La bozza di decreto prevede inoltre la facoltà di revoca.

        Nel senso che il lavoratore, successivamente alla scelta di rinuncia all’accredito contributivo, può tornare indietro e optare di nuovo per il versamento della normale contribuzione.

        L’esonero dall’obbligo del versamento dei contributi pensionistici decade invece automaticamente:
        * dal 1° gennaio 2008;
        * dalla data di decorrenza della pensione;
        * dal mese successivo al raggiungimento dei requisiti per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia;
        * dal mese successivo all’esercizio dell’eventuale revoca.

        La richiesta
        Il lavoratore che intende avvalersi del bonus deve darne comunicazione scritta all’ente previdenziale e al proprio datore di lavoro, allegando, se ne è in possesso, la certificazione del diritto (la famosa patente) rilasciata ai sensi dell’art. 1, comma 3, della nuova legge. Nei casi in cui la richiesta non sia corredata della certificazione, quest’ultima sarà rilasciata dall’ente previdenziale dopo la verifica del possesso dei requisiti. Il datore di lavoro, ricevuta la certificazione, non è più tenuto al versamento contributivo a partire dalla decorrenza dell’incentivo (la finestra, ovvero dal mese successivo alla manifestazione di volontà espressa dal dipendente), e può procedere all’eventuale recupero delle contribuzioni pensionistiche già versate per periodi successivi, provvedendo a corrispondere al lavoratore le somme corrispondenti alla contribuzione recuperata.

        La pensione
        Rimane ferma per i lavoratori che si sono avvalsi dell’incentivo la possibilità di ottenere la pensione in qualsiasi momento, previa cessazione del rapporto di lavoro. Il trattamento sarà pari a quello che sarebbe spettato alla data dell’esonero contributivo, fatti salvi gli adeguamenti intervenuti per effetto della rivalutazione automatica al costo della vita durante il posticipo del pensionamento. La contribuzione versata successivamente alla cessazione degli effetti del bonus, e cioè dopo il 2007, ovvero in seguito alla revoca richiesta dal lavoratore, è utilizzata per la liquidazione di un supplemento da aggiungere alla pensione con la medesima decorrenza. (riproduzione riservata)