Bonus di 150 euro per le mamme lavoratrici

23/10/2007
    martedì 23 ottobre 2007

      Pagina 4 – Politica

      Bonus di 150 euro per le mamme lavoratrici, credito d’imposta per i neoassunti

        Novità anche per il contenimento dei costi della politica.
        Dal 2008 nessuna indennità sarà dovuta ai consiglieri circoscrizionali nei Comuni sotto i centomila abitanti

          di Roberto Rossi / Roma

          EMENDAMENTI Arriva con la Finanziaria un bonus Irpef per le mamme lavoratrici. La proposta, contenuta in un emendamento alla legge Finanziaria presentato dal relatore Giovanni Legnini, prevede una detrazione aggiuntiva di 150 euro in favore delle «madri» che hanno redditi da lavoro. L’emendamento prevede una spesa di 277 milioni di euro per l’anno 2008, di 439,6 milioni per l’anno 2009, di 395 milioni per il 2010.
          La maggiore detrazione per i figli a carico spetterà alle «madri che posseggono uno o più redditi» da lavoro e figli fiscalmente a carico. Lo sconto Irpef sarà riconosciuto per molte tipologie di lavoro. Attualmente la norma prevede una detrazione per i figli a carico di 800 euro, che sale a 900 euro per quelli sotto i 3 anni, e che decresce con l’aumentare del reddito in base ad una piccola formula matematica.

          Tra le misure allo studio e presto discusse a Palazzo Madama anche il credito d’imposta per il Mezzogiorno: 450 euro per ciascun nuovo occupato assunto a tempo indeterminato. L’importo scende a quota 350 euro in Abruzzo, Basilicata, Molise e Sardegna. Per quanto riguarda la copertura, pari a «500 milioni di euro per ciascun degli anni 2008, 2009, 2010, si provvede» tramite le risorse stanziate per il Fondo delle aree sottoutilizzate con la stessa finanziaria. Si tratta, spiega però Legnini, di un emendamento «concordato tra maggioranza e relatore e non ancora con il governo».

          Novità anche per il contenimento dei costi della politica. A partire dal prossimo anno nessuna indennità sarà dovuta ai consiglieri circoscrizionali nei comuni che hanno una popolazione inferiore ai 100mila abitanti. Per loro una gettone di presenza la cui somma non può eccedere più di un quarto di quanto percepito dal sindaco.

          Un nuovo ulteriore taglio è previsto, poi, per i consigli di amministrazione di società pubbliche. Il testo stabilisce che i membri degli organi societari scendono da sette a cinque e da cinque a tre. La Finanziaria già provvede a ridurre il numero dei componenti a cinque se composti attualmente da più di cinque membri e a sette se composti da più di sette membri.

          Un altro emendamento del relatore alla manovra prevede l’azzeramento dal primo gennaio del 2008 del consiglio di amministrazione di Consip, la società che gestisce e sviluppa i sistemi informativi per conto della pubblica amministrazione, e la nomina del nuovo cda, ridotto da nove a cinque membri, che sarà effettuata entro un mese. Il relatore ha poi presentato un emendamento che stabilisce, a decorrere dal 2008, che le spese annue di manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili utilizzati dalle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato non possano superare la misura del 2% del valore dell’immobile.

          Un emendamento, poi, è stato proposto dal governo per l’istituzione del «Garante per la sorveglianza dei prezzi», chiamato semplicemente “Mister Prezzi”. Il garante sarà nominato dal presidente del Consiglio su proposta del ministro per lo Sviluppo economico che lo sceglierà tra i dirigenti di prima fascia del ministero. Durerà in carica tre anni ma dovrà essere a costo zero per le casse dello Stato, a partire dal non avere un compenso legato alla carica, anche perché il funzionario prescelto manterrà le sue normali funzioni. “Mister Prezzi” ha il compito di riferire le dinamiche e le eventuali anomalie dei prezzi al ministro per lo Sviluppo economico «che provvede, ove necessario, alla formulazione di segnalazioni all’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato».

          Sul fronte prezzi, infine, caleranno le bollette di acqua e rifiuti grazie al riassetto generale del servizio idrico e di gestione dei rifiuti. Secondo il testo presentato dal relatore Legnini le Autorità d’ambito territoriale, previste dal decreto legislativo del 2006 che detta le norme in materia ambientale, saranno iano soppresse dal 1 luglio 2008. Le Regioni dovranno quindi procedere a ridefinire gli ambiti territoriali ottimali per l’attribuzione delle funzioni di gestione alle Province di riferimento, che potranno svolgerle anche in forma associata. I risparmi che deriveranno dalla soppressione delle Autorità d’ambito saranno destinati alla riduzione delle tariffe dei servizi di acqua e rifiuti.