Bonus case fino al 2012, ai contratti 3,4 miliardi Via alla manovra leggera. Tremonti: non servono altri interventi. I sindacati: lavoro, meno tasse

22/09/2009

Sarà una finanziaria tecnica e supersnella con soli tre articoli e tre tabelle con impatto zero sui conti pubblici. Quella vera e a sostegno dello sviluppo, comprese le risorse per il pubblico impiego, arriverà in un secondo tempo e dipenderà dall’andamento delle entrate. In particolare dallo scudo fiscale (cifrato simbolicamente 1 euro), il cui gettito non andrà a ridurre il deficit ma verrà convogliato in un fondo presso la presidenza del Consiglio. Secondo alcune anticipazioni dell’Ansa verrebbero estese al 2012 le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie. Per i contratti pubblici vengono stanziati 3,4 miliardi nel triennio, 693 milioni nel 2010. Una manovra, quella 2010. «indirizzata a stimolare la crescita mantenendo la stabilità dei conti pubblici».
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, dopo aver spiegato al capo dello Stato Giorgio Napolitano le linee generali della manovra che il governo oggi approverà, ha incontrato le parti sociali annunciando che «dalla crisi ad oggi sono stati emessi sei decreti legge e al momento non vediamo altri interventi».
Dall’Ocse è intanto arrivato un ennesimo monito ai governi europei di presentare piani «chiari e credibili per ridurre il deficit ». Parole che il ministro Tremonti ha declinato rivendicando la linea «prudente che sta dando i suoi frutti, perché fare altro deficit sarebbe da irresponsabili e avrebbe provocato aumenti dei tassi di interesse». Peraltro, per l’Italia, l’Ocse osserva che con le riforme la produttività potrebbe salire del 10% mentre ieri l’agenzia Fitch ha confermato il rating ad AA- con outlook stabile. Dal vertice con le parti sociali sono uscite le stime macro che, ha detto Tremonti, «sono dentro il consenso internazionale»: Pil 2009 a quota meno 5%, rapporto deficit/ Pil a più 5% (2,2% nel 2013). Imprenditori e sindacati hanno chiesto un calo delle imposte sul lavoro, la detassazione della tredicesima, un rafforzamento degli ammortizzatori e degli sgravi sui contratti di secondo livello. Forte la delusione delle Regioni che, con uno «strappo istituzionale », hanno disertato l’incontro di Palazzo Chigi. Da tempo gli enti locali hanno chiesto un colloquio al premier, per tentare una mediazione sul patto di stabilità interno, sui fondi Fas e sanità, sempre slittato per impegni più urgenti. Il sottosegretario Gianni Letta ha dedicato a questo l’apertura della riunione di Palazzo Chigi «sperando che il chiarimento possa arrivare al più presto, al ritorno di Berlusconi dagli Usa». Negativo anche il giudizio della Cgil. Secco il commento del segretario Guglielmo Epifani: «Già lo scorso anno ero critico sull’impostazione della Finanziaria, ora lo sono di più». Ma la fotografia dei conti pubblici è più complessa di quanto appare. Secondo la Ragioneria generale i «residui di spesa dei ministeri a fine 2008 ammontavano a ben 90 miliardi » per «incertezze, farraginosità e complessità».