Bonus anticipato per le pensioni? Primo sì dei sindacati

15/04/2004






15 aprile 2004


Ma la Cisl chiede anche l’avvio della previdenza complementare con il conferimento volontario del Tfr

Bonus anticipato per le pensioni? Primo sì dei sindacati

      ROMA – Via libera del sindacato all’ipotesi di stralciare dalla delega il bonus del 33% per i lavoratori che decidono di rinviare la pensione d’anzianità pur avendo maturato i requisiti. Ipotesi da rendere subito operativa ricorrendo a un decreto legge. Uno scenario sempre più concreto anche in vista della nuova raccomandazione da parte di Standard & Poor’s anche all’Italia a procedere con interventi sui costi crescenti della previdenza per evitare un declassamento del rating.
      Per il responsabile previdenziale della Cisl Pierpaolo Baretta, se il governo «procede davvero a questa soluzione sarebbe meglio che nel provvedimento mettesse anche l’avvio della previdenza complementare con il conferimento volontario del Tfr». Così non si perde altro tempo, precisa il sindacalista che suggerisce a questo punto di rinviare il resto della riforma e attendere i tempi della verifica prevista dalla Dini nel 2005.
      Meno possibilista la Cgil anche se, «visto che tutto è su base volontaria», non si opporrà a questa ipotesi di anticipo. Beniamino Lapadula, responsabile del dipartimento economico del sindacato di Guglielmo Epifani, precisa che la Cgil non farà opposizione anche perché «abbiamo sempre sostenuto l’inutilità e l’inadeguatezza di questi tipi di incentivi».
      Per Lapadula, comunque, resta sia il sospetto che una manovra del genere abbia un netto sapore elettorale sia il dubbio che gli eventuali risparmi vadano a finire per coprire i tagli alle tasse. Per quanto riguarda il rinvio del resto della riforma, Lapadula è scettico. «Il governo si è impegnato con Bruxelles», spiega, «non credo possa imbarcarsi in un ulteriore allungamenti dei tempi, dopo le elezioni la riforma verrà probabilmente approvata o inserita in Finanziaria».
      A livello "politico" sia Epifani che il segretario Cisl Savino Pezzotta non nascondono il loro sconcerto di fronte a questa «ennesima puntata di uno sceneggiato». Intanto i tecnici dell’Economia sono al lavoro per fornire al ministro Giulio Tremonti un quadro più esatto possibile sui risparmi che lo "stralcio" porterebbe. Sulla riforma vera e propria continuano le valutazioni. Per il presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza dell’Inps, Franco Lotito, a questo punto «la legge delega è morta ma la riforma serve soprattutto per garantire le pensioni ai giovani Co.co.co che ormai sono un milione e 600 mila».
Roberto Bagnoli


Economia