Bonus al «tempo indeterminato»

16/01/2001

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Martedì 16 Gennaio 2001
norme e tributi
Bonus al «tempo indeterminato»

I datori di lavoro che assumono lavoratori a tempo indeterminato, iscritti nelle liste di mobilità, beneficiano di una maggiore agevolazione. Solo per questa tipologia di lavoratori — infatti — le riduzioni contributive, previste dalla legge 223/91 e consistenti nella possibilità di versare il contributo settimanale previsto per gli apprendisti, si estendono anche ai premi Inail.

Questo è l’effetto dell’applicazione dell’articolo 68, comma 6, della legge 388/2000 (Finanziaria 2001) che fornisce un’interpretazione autentica dell’articolo 8, comma 2, della legge 223/91, stabilendo che il premio all’Inail è dovuto per intero per i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, assunti con contratto a termine.

La Finanziaria non fornisce, al tempo stesso, un’analoga interpretazione del comma 9 dell’articolo 25 della legge 223/91, il quale stabilisce una facilitazione contributiva per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato di lavoratori in mobilità, anch’essa consistente nella possibilità di pagare i contributi versando la sola quota settimanale prevista per gli apprendisti.

Ciò potrebbe significare, salvo che non si tratti di una dimenticanza, che il legislatore ha voluto ulteriormente incentivare il ricorso ad assunzioni stabili.

In passato l’Istituto assicuratore, confortato da un parere del ministero del Lavoro e della previdenza sociale, con circolare n. 24/92 aveva escluso dall’applicazione delle agevolazioni sia le assunzioni a tempo determinato (articolo 8, comma 2, legge 223/91) sia quelle a tempo indeterminato (articolo 25, comma 9, legge 223/91), sostenendo che i datori di lavoro dovevano versare, per questi lavoratori, il premio nella misura interamente prevista per la generalità dei dipendenti.

Successivamente, la Corte di cassazione, con sentenza n. 2202/98 ha, invece, rigettato le tesi dell’Inail affermando che, mediante il pagamento del contributo settimanale previsto per gli apprendisti, il datore di lavoro assolve l’obbligo contributivo anche nei confronti dell’Inail.

Dopo la decisione contraria della Suprema corte l’Istituto non si è ulteriormente pronunciato.

Oggi la Finanziaria 2001 torna sul problema e definitivamente risolve la questione. La norma interpretativa si limita infatti a escludere le facilitazioni per i contratti a tempo determinato: nulla si dice per quelli a tempo indeterminato che quindi, a buon motivo, si possono ritenere agevolati.

G. Mac.