Bonanni: scelta politica, peserà sull’unità sindacale

12/09/2007
    mercoledì 12 settembre 2007

    Pagina 3 – Primo Piano

    NELL’ESECUTIVO CISL

      Bonanni: scelta politica,
      peserà sull’unità sindacale

      Paola Pica

        MILANO — «È una decisione politica che peserà molto sull’unità dei lavoratori e sulla forza del sindacato». È teso e pesa le parole Raffaele Bonanni, quando nel tardo pomeriggio commenta con il comitato esecutivo lo strappo della Fiom. Il leader della Cisl è di ritorno da una giornata di appuntamenti bolognesi, con Guglielmo Epifani non ha ancora parlato, ma la preoccupazione sale via via che arrivano le notizie d’agenzia. Più che l’ondata di consensi raccolti intorno all’ala radicale della Fiom fanno impressione quei soli 31 voti portati a casa dai riformisti, contro i 125 no. Da adesso, a quell’ora è ormai chiaro a tutti, non sarà più la stessa cosa.

        Interviene Giorgio Caprioli, segretario della Fim, l’uomo che per la Cisl dovrà gestire lo scossone nelle fabbriche. La Fiom questa volta ha varcato il Rubicone, osserva in sostanza Caprioli. Si è messa fuori. E nelle fabbriche il clima arroventato potrebbe sconsigliare la convocazione di assemblee unitarie e certo non aiuterà la consultazione, osserva. Si torna indietro alla situazione che si era creata con il governo Berlusconi, ma forse adesso il clima potrebbe essere peggiore.

        Bonanni annuisce. Andiamo avanti, dice, ma non si potranno evitare ripercussioni a cascata: la Fiom ha preso «una decisione politica» e da oggi «i lavoratori sono più divisi e il sindacato meno forte». In mattinata, da Bologna, quando le notizie erano ancora frammentarie, il segretario della Cisl si era limitato a ricordare «l’avversione della Fiom a ogni modifica su ogni questione rilevante riguardante il sociale, il contrattuale e le vicende economiche che ci hanno impegnato». La manifestazione annunciata dalla sinistra radicale per il 20 ottobre «rispetto alla mia organizzazione non farà né caldo né freddo» aveva aggiunto. «È una storia sindacale che ha la sua evoluzione e la sua conclusione, che è quella di ottenere un consenso che io vedo già molto largo nel mio ambiente. E quindi per noi non cambierà nulla». A sera non ne è più molto sicuro.