Bonanni: ok agli utili per i lavoratori Landini: le parole dell´ad offensive

19/01/2011

TORINO – Salari tedeschi? «Una proposta offensiva per chi non è riuscito nemmeno a portare a casa i 1.200 euro del premio di produzione. Allora vogliamo anche orari e diritti tedeschi e la possibilità per i lavoratori di discutere con l´impresa le sue strategie. Se Marchionne propone questo io sono pronto. Come si vede, sono un moderato». Maurizio Landini reagisce così, con sarcasmo, all´intervista che l´ad di Fiat Sergio Marchionne ha rilasciato ieri a Repubblica. Mentre il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, dice che «la partecipazione dei lavoratori agli utili è d´obbligo».
Il segretario generale della Fiom commenta le dichiarazioni di Marchionne e respinge al mittente l´accusa di aver ottenuto una forte percentuale di «no» per aver «costruito un capolavoro mediatico, mistificando la realtà». «Ma quale capolavoro mediatico? Vogliamo mettere la potenza di fuoco che ha la Fiat, con due giornali e il potere della sua pubblicità? Vogliamo metterli a confronto con le forze che abbiamo noi? Il nostro capolavoro mediatico è stato quello di distribuire a tutti i lavoratori il testo dell´accordo: se lo conosci lo eviti».
Dunque la Fiom dice sì al modello tedesco? «Nel senso che in Germania – risponde Landini – non sarebbe possibile per l´impresa presentare un piano industriale a fette, un po´ per volta come sta facendo la Fiat. Questa idea della fabbrica in cui non c´è confronto e decide solo l´impresa non era nemmeno del primo Marchionne. Nell´intervista l´ad dice di aver deciso di cambiare svegliandosi una notte di metà aprile. Spero che in una notte di metà febbraio torni ad essere quello di prima».
Piace al leader della Cisl, Raffaele Bonanni, la proposta di distribuire una parte degli utili ai lavoratori sotto forma di azioni: «La distribuzione degli utili è d´obbligo» commenta. Poi attacca sia la Fiom che l´amministratore delegato: «Il sì ha vinto nonostante la politicizzazione dello scontro voluta dai sindacati che hanno sostenuto il no e nonostante il fatto che Marchionne abbia voluto fare il mattatore». Per Airaudo della Fiom, «è stato l´amministratore delegato a voler far politica presentando non un semplice accordo sindacale ma addirittura un modello per far uscire l´Italia dall´arretratezza. Ho apprezzato il fatto che abbia riconosciuto di dover convincere non solo chi ha votato no ma anche i tanti che hanno votato sì per paura». Alle richieste della Fiom di riaprire le trattative risponde il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella: «Si è visto chi ha vinto. Il responso delle urne va rispettato. Non si riapre nulla». Per il Fismic, «ora l´unica cosa da fare è rispettare l´accordo che è voluto dalla maggioranza dei lavoratori».
Sull´intervista di Marchionne sono arrivati ieri numerosi commenti dal mondo politico. Per l´ex ministro del lavoro Cesare Damiano «quelle della distribuzione degli utili e dell´aumento dei salari sono promesse tutte da verificare». Per la lettiana Paola De Micheli, responsabile della piccola industria del Pd, quella di Marchionne è stata «un´intervista che costituisce un importante segnale di apertura».