Bonanni: “Non c’è alternativa all’unità”

07/05/2010

Il giorno dopo le contestazioni, le scuse e gli applausi. Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni hanno avuto ieri al congresso della Cgil l’accoglienza dovuta agli ospiti. Guglielmo Epifani si era scusato il giorno prima chiamando i leader di Cisl e Uil destinatari delle bordate che si erano levate dagli spalti del Palacongressi di Rimini. «Ma non poteva essere un atto privato». Così ieri il segretario della Cgil è tornato al microfono e le scuse le ha presentate pubblicamente riconoscendo un «errore» e ammettendo le «responsabilità » di un fatto inedito che ha imbarazzato per primo proprio il vertice di Corso d’Italia. Angeletti e poi Bonanni hanno quindi potuto tenere i loro interventi in un clima «mitigato» e ascoltandoli si è avuta l’impressione che i rapporti tra le confederazioni abbiano fatto un passo avanti.

L’unità sindacale ritorna d’attualità dopo «il punto più basso» toccato dai rapporti tra i tre, come hanno entrambi sottolineato. L’appello di Epifani di tentare una ricucitura non è dunque caduto nel vuoto, con tutti i «se» e i «ma»del caso. Restano infatti distanze di merito, tanto sulla democrazia e rappresentatività, l’argomento più gettonato per riprendere il confronto, quanto sul fisco, altro terreno che potrebbe tornare comune. E, soprattutto, sui contratti. Eppure i segretari di Cisl e Uil dicono di volere un sindacato coeso, pronti a discutere quello che si può.
«Non c’è alternativa all’unità tra Cgil, Cisl e Uil – dice Bonanni – insieme siamo forti, da soli collezioniamo solo fallimenti». Partono gli applausi. E si ripeteranno qui e lì. Avviene anche con Angeletti, ma il suo intervento è stato accompagnato anche da diversi mugugni. Il leader Uil infatti è stato più diretto del collega Cisl e, forse approfittando del clima blindato da Epifani, ha scelto di evidenziare i punti di dissenso con la Cgil. Sul modello contrattuale: «Ha funzionato, è servito ad aumentare i salari. Se avete idee migliori, siamo pronti a discuterle», ha detto. Sulla rappresentatività: «I non iscritti non hanno stessi doveri e diritti degli iscritti», inoltre una legge deve essere «di sostegno» ad un accordo confederale, non può sostituirla. APERTURE Diversamente, Bonanni ha scelto di puntare solo sui punti di consenso, molto abile nell’avvalorare la tesi dell’unità. Che resta tuttavia solo un’ipotesi fino a prova contraria. Bonanni non ha parlato del modello contrattuale, ad esempio, lo ha fatto con i giornalisti prima di entrare in sala, ma non dal palco. Fuori aveva detto che ci si poteva «sedere per fare una verifica sui contratti firmati». Se questa è un’apertura poteva farla parlando all’assemblea,ma ha glissato. Come la Uil, la Cisl apre invece sulla rappresentanza e, a sorpresa, sulla scuola. Per Bonanni si può ripartire dalla piattaforma unitaria su democrazia e rappresentanza, «dal quel documento approvato da tutti gli organismi del sindacato. È la mediazione più nobile, la sintesi di identità, siamo pronti a metterlo in pratica », «serve a fare chiarezza su chi rappresenta chi». Il modello potrebbe essere quello del pubblico impiego «con qualche correzione». «Su questo non non c’è alcuna differenza tra di noi», ha aggiunto. Sulla scuola, poi, la Cisl è pronta per il voto delle Rsu, «non ci presteremo a giochetti», dice Bonanni. E critica il governo per i tagli all’istruzione «che va risarcita per l’enorme danno subito, coperto da un’azione mediatica sui fannulloni». Sul fisco ci sono divergenze tra la «riforma complessiva » invocata dalla Cisl e le misure Cgil, ma ci si può lavorare insieme «perché a pagare siamo solo noi, il bancomat dello Stato e degli enti locali ». Il filo del dialogo sembra riannodato. Epifani valuta positivamente gli interventi dei colleghi. La loro apertura sarà raccolta dalla Cgil. A partire dalla rappresentanza.