Bonanni: Il governo può fare di più, indichi i settori in cui investire «Costa solo un miliardo azzerare il prelievo fiscale sul secondo livello»

28/08/2009

Segretario Bonanni, il governatore della Banca d’Italia vede un miglioramento della situazione, ma avverte che un certo numero di imprese potrà trovarsi ancora in difficoltà.
«È vero, dopo mesi di basse commesse ci sono imprese esauste, anche perché hanno preferito non licenzia re usando cassa integrazione e contratti di solidarietà.
Nell’ultimo miglio della crisi possono subire contraccolpi e per questo servono politiche di sostegno. Ma devono essere sostenute anche le aziende che vanno bene, per aiutare il Paese a guadagnare posizioni nel mercato internazionale. Draghi però ha detto un’altra cosa molto importante».
Cioè?
«Ha apprezzato lo sforzo per arrivare dopo dieci anni ad un nuovo modello contrattuale, che era già necessario prima ma lo è ancora più oggi, perché ha favorito un`alleanza tra noi e le imprese: non è un caso che tutte le misure contro la crisi siano state richieste insieme dai sindacati e dal mondo imprenditoriale. Il nuovo modello ha funzionato da catalizzatore di fiducia; ora è il miglior viatico per affrontare l’uscita dalla recessione».
Ma le imprese hanno davvero voglia di sperimentare il nuovo sistema?
«È un processo, che va portato avanti e gestito io con molto coraggio. Ho girato l’Italia, sono stato anche in assemblee di piccoli e medi imprenditori che sulla carta potrebbero avere qualche problema e che invece sono i più convinti della svolta.
Al contrario vedo qualche grande impresa che resiste, perché non vuole fare politica economica ma politica politicante».
E il governo? Il ministro Sacconi ha detto che la totale detassazione del salario variabile è solo un sogno.
«Sacconi ha risposto così più che altro per evitare problemi all`interno della maggioranza. Ma è sbagliato evocare le difficoltà nei conti pubblici, perché la detassazione totale del secondo livello costa non più di un miliardo, e sfido chiunque a dimostrare il contrario. È un problema insormontabile? Se questa è la strada da seguire, come dicono tutti compreso Draghi, allora lo tirino fuori questo miliardo, val bene la posta in gioco. Ma c`è un`altra richiesta che voglio fare al governo».
Altri soldi?
«No, chiedo un disegno di politica industriale. Il nostro ministro dell’Economia dice di essere colbertista, ebbene lo sia, indichi qual è il compito dello Stato. Il ruolo della domanda pubblica è fondamentale.
Secondo me l’attenzione va posta su settori come l`energia, quindi le fonti alternative, il risparmio energetico, e le scienze della vita, le biotecnologie. Sono settori ad alto valore aggiunto su cui finora non sono siate prese molte decisioni.
Faccio notare poi che tra energia e infrastrutture ci sono almeno trenta miliardi bloccati: chiediamo al goverro di muoversi scegliendo in modo trasparente come commissari personaggi di alto livello, riconosciuti da tutti, che rimettano in moto queste opere».