Bombassei: buon clima tra aziende e sindacati

06/12/2007
    giovedì 6 dicembre 2007

      Pagina 9 – Economia

      Il vicepresidente di Confindustria sull´ultimatum di Cgil, Cisl e Uil. Damiano: tavolo dopo Finanziaria e welfare

        Bombassei: buon clima
        tra aziende e sindacati
        il governo può evitare
        lo sciopero sui contratti

          Dopo l´affondo di Bertinotti la sinistra radicale insiste: banco di prova decisivo

            ROMA – È il governo che deve mandare un «segnale forte» per evitare lo sciopero generale minacciato dai sindacati che chiedono una riduzione delle tasse dei lavoratori e il rapido rinnovo dei contratti. Parola di Alberto Bombassei, vice presidente della Confindustria, all´indomani dell´annuncio da parte di Cgil, Cisl e Uil di essere pronti alla mobilitazione all´inizio del prossimo anno. E dal governo è arrivata la prima apertura: il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha assicurato che subito dopo l´approvazione della Finanziaria e del protocollo sul welfare sarà avviato il confronto con le parti sociali. In tempo, dunque, per scongiurare lo sciopero che i sindacati potrebbero proclamare il 15 gennaio, quando si riuniranno i direttivi unitari.

            La tesi di Bombassei è che i rinnovi dei contratti, senza interventi per ridurre la pressione fiscale sulle buste paga, non saranno sufficienti per recuperare il potere d´acquisto delle retribuzioni. «Sulla politica salariale – ha spiegato, infatti, il vice presidente di Viale dell´Astronomia – credo che in qualche modo sia la Confindustria sia le tre organizzazioni sindacali hanno cominciato a discutere di una prospettiva diversa. È chiaro – ha aggiunto – che su questo tema il governo verrà coinvolto. Credo che tutto sommato ci sia un´atmosfera non dico positiva, ma quanto meno costruttiva da tutte le parti». Da qui la conferma di volere chiudere il contratto dei metalmeccanici (1,5 milioni di addetti) entro la fine dell´anno. La prossima settimana sarà decisiva. E una soluzione per il contratto più importante del settore privato non potrà non avere ripercussioni su tutta la "partita salari". Che la sinistra radicale, dopo l´uscita del presidente della Camera, Fausto Bertinotti nell´intervista a Repubblica ("l´Unione ha fallito e ora l´ultimo appello è sui salari") continua a cavalcare. «Le richieste delle organizzazioni sindacali – ha detto il ministro di Rifondazione, Paolo Ferrero – di veder firmati i contratti nazionali di lavoro e di avere una nuova politica fiscale che restituisca il fiscal drag ai lavoratori e ai pensionati è sacrosanta». Ferrero ha indicato anche la strada attraverso la quale reperire le risorse per la restituzione del drenaggio fiscale: lotta all´evasione, ma anche tassazione delle rendite finanziarie. La redistribuzione del reddito – ha ammonito – è uno dei banchi di prova decisivi per la verifica di governo». Linea non molto dissimile da parte del Pdci: «Mi auguro che ci si adoperi per dare una netta sterzata in favore dei ceti più deboli», ha detto Oliviero Diliberto. E Cesare Salvi, Sinistra democratica: «Di fronte al livello attuale delle retribuzioni, come fa il governo a comportarsi come Ponzio Pilato?».

            Polemica che il ministro Damiano (Pd) non condivide, convinto che già con la Finanziaria e il pacchetto welfare si siano prese misure a favore dei redditi più bassi. In ogni caso – ha confermato Damiano – «non c´è alcuna difficoltà ad aprire un nuovo confronto. Ma oggi – ha concluso – la mia prima preoccupazione è di portare a termine il lavoro relativo al protocollo con il passaggio al Senato».

            (r.ma)