Bologna. Turismo e commercio: sfilano in trecento

19/04/2007

    giovedì 19 aprile 2007

      Pagina 8 – Bologna

        Trecento sfilano in Strada Maggiore per il contratto: traffico in tilt. L’Ascom incontra una delegazione

          Turismo e commercio,
          la protesta blocca il centro

            I lavoratori del settore pulizie spettano il rinnovo da 23 mesi

            Al grido di «contratto, contratto » e con il sottofondo assordante dei fischietti, il corteo dei delegati sindacali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil ha raggiunto la sede provinciale di Ascom in Strada Maggiore. Lì i manifestanti, circa 300 secondo i sindacati, hanno inscenato un presidio di protesta, lanciando verso le finestre chiuse dell’associazione del commercio una sequela di «vergogna, vergogna». Oggetto della mobilitazione, il rinnovo del contratto dei lavoratori delle pulizie, del turismo, del commercio e delle coop di consumo. In attesa dello sciopero vero e proprio, indetto a a livello nazionale per l’11 maggio,ieri i delegati sindacali si sono riuniti al cinema Rialto per fare il punto sulla vertenza. Da lì, intorno alle 11 si sono mossi alla volta di Palazzo Segni-Masetti sventolando le bandiere di Cgil, Cisl e Uil. Immancabili anche i vessilli arcobaleno della pace.

            Il corteo si è snodato per le vie del centro e ha rapidamente raggiunto Strada Maggiore scortato dalla polizia e da alcuni agenti della Municipale, impegnati per lo più a gestire il traffico, bloccato dal passaggio dei manifestanti. Giunti sotto le finestre dell’associazione presieduta da Bruno Filetti (Ascom, infatti, è controparte di due dei tre contratti scaduti, quello del commercio e quello del turismo), ecco i cori. «Fuori, fuori», strillano i megafoni, ma i vertici Ascom non sono presenti in sede. Filetti, accompagnato dal direttore Giancarlo Tonelli, è infatti a San Vicenzo di Galliera per la presentazione di un nuovo hotel.

            Una delegazione sindacale, tuttavia, viene invitata a salire. «Se chiedono un incontro — aveva annunciato Tonelli — saranno ricevuti dai responsabili dell’ufficio sindacale». I delegati in presidio attendono l’esito dell’incontro in strada.

            A Bologna sono 100 mila i lavoratori per i quali il contratto di lavoro (nazionale, ma non solo) è ormai un lontano ricordo: chi tiene puliti uffici e luoghi di lavoro, prendendo 1.060 euro lordi al mese (se è a tempo pieno, il che succede di rado), lo aspetta da 693 giorni (23 mesi); i lavoratori del turismo, paga da 1.137 euro, attendono da 473 giorni il loro rinnovo del contratto (16 mesi) e quelli delle farmacie private da 15 mesi. Per i loro colleghi del commercio privato e della grande distribuzione coop, invece, il contratto di categoria è scaduto a fine anno, ma dopo 108 giorni di attesa hanno già le idee chiarissime: rivederlo sarà durissima.