Bologna. Sala Borsa, sabato scioperano gli ausiliari-precari

19/01/2005
    Bologna

    mercoledì 19 gennaio 2005

    Si tratta di 50 lavoratori della Working Scarl pagati 7 euro lordi all’ora. Sala Borsa, sabato scioperano gli ausiliari-precari
    La Cgil al Comune: «Inversione di tendenza sui servizi affidati all’esterno»

    Sciopero alla Sala Borsa. Sabato, i 50 ausiliari precari della mediateca bolognese incroceranno le braccia. Per chiedere la regolare applicazione del contratto (compreso l’incentivo di 650 euro l’anno di integrativo provinciale) e l’assunzione a tempo indeterminato da parte della cooperativa Working Scarl, cui il Comune di Bologna ha affidato da alcuni anni la gestione dei servizi al pubblico della biblioteca.

    La mobilitazione – accompagnata da un volantinaggio in piazza Re Enzo dalle 9 alle 19 – è stata decisa lunedì nell’assemblea dei lavoratori. Ed è sostenuta dalla Cgil di Bologna che, ieri, nella sede di via Marconi, ha spiegato i termini della vertenza. «Il 31 dicembre scorso scadeva l’appalto – dice Magda Babini, della Filcams-Cgil -, ma il Comune ha deciso di prorogare di un anno per attivare le procedure per il nuovo bando. Il problema è che la Working non rispetta il capitolato». Che prevede – si legge nel documento, redatto nel 2001 – l’obbligo della ditta «di attuare condizioni normative e retributive non inferiori a quelle del contratto collettivo applicato», tra cui il pagamento delle ore di straordinario e il riconoscimento dei permessi studio e dei diritti sindacali, come quello di esprimere i delegati.


    Inquadrati nell’ibrida figura del socio-lavoratore, questi addetti (da meno di 7 euro lordi l’ora) sono di fatto «fantasmi» normativi: viene applicato loro il contratto delle imprese di pulizia (multiservizi), ma svolgono funzioni (accoglimento bambini, informazioni, servizio depositi/prestiti) pari a quelli dei colleghi dipendenti dell’amministrazione. Una situazione di incertezza acuitasi con l’apertura degli spazi privati: «Una bella confusione – raccontano Manfredi ed Elisabetta, due delegati -. Gente che si presenta in biblioteca chiedendo di acquistare libri e testi che al massimo possono essere dati in prestito, persone che fanno fatica a capire che la tessera di iscrizione in sala borsa non dà diritto a sconti per acquisti in libreria, più squilli di telefoni cellulari che disturbano la lettura».


    L’iniziativa, la prima di una serie se le cose non cambieranno, chiama in causa direttamente l’amministrazione, con una lettera aperta al sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e ai capigruppo dei partiti. «È una vicenda paradigmatica di come il Comune di Bologna abbia gestito le esternalizzazioni negli ultimi anni – sottolinea Danilo Gruppi, della segreteria Cgil -. Dalla nuova giunta ci aspettiamo una netta inversione di tendenza: i capitolati d’appalto che saranno fatti in futuro devono evitare all’origine queste problematiche». Nel caso degli ausiliari di Sala Borsa, «non solo si danno meno soldi, che già sarebbe scandaloso – tuona Gruppi -, ma vengono addirittura negati i diritti contrattuali». Tanto più grave è che la Working sia affiliata a Confcooperative, «con cui abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa che fa riferimento proprio alla qualità del lavoro», continua Gruppi.
    Lo scorso 10 dicembre, il direttore generale di palazzo D’Accursio, Massimo Romano, si era impegnato a verificare il rispetto del capitolato d’appalto da parte della cooperativa. Ieri, sull’argomento è tornato l’assessore alla Cultura, Angelo Guglielmi, che però ha dato pochi margini di manovra: «Oggi credo che non possiamo fare nulla, salvo invitare la Working a rispettare gli impegni assunti. La sola cosa che può fare il Comune – precisa il responsabile della Cultura – è un nuovo bando e imporre nuove condizioni». Di certo «prima di rinnovare il contratto con la working – chiude Guglielmi – rifletteremo bene».

    a.bo.