Bologna: “MegaCoin, irregolare”

13/04/2001

12 Aprile 2001















 

Confesercenti all’attacco. Il Tar blocca l’iper Corelli Negozianti contro le grandi catene: ampliamenti illegittimi in Rizzoli pure per Benetton e Stefanel
"MegaCoin, irregolare "


VALERIO VARESI




«Ci avevano promesso lo stop alle grandi strutture, alle grosse catene distributive e invece…» sorride deluso tra rabbia ed ironia Roberto Ramina, coordinatore provinciale di Confesercenti. Ha appena puntato il dito su di un esempio lampante di presunta accondiscendenza di palazzo D’Accursio nei confronti dei giganti della distribuzione. «Coin, prendendo il posto della Standa in via Rizzoli, ha chiesto e ottenuto la crescita della superficie di vendita del 20% portandola da 2567 a oltre 3000 metri quadrati. Un ampliamento che, a nostro giudizio è illegittimo». Ramina tira in ballo la legge a sostegno del suo ragionamento. «Allargarsi – spiega – è possibile solo se c’è un progetto di valorizzazione commerciale dell’area e la legge regionale – continua – dice che un tal progetto si può fare laddove ci sono problemi di tenuta della rete commerciale. Vi pare che sia il caso di via Rizzoli? Inoltre, anche fosse, il tutto andrebbe studiato in collaborazione con le associazioni del commercio ma la nostra non ne è a conoscenza».
Il caso di Coin, verso il quale Confesercenti si prepara a dare battaglia, non è isolato. L’associazione, più volte in rotta di collisione con questa e la passata Amministrazione comunale, nutre timori anche per quel che riguarda i palazzi di via Rizzoli nei quali Benetton e Stefanel si apprestano a dislocare vendita ed esposizioni.
«Non sappiamo se si tratterà di una grande superficie commerciale (più di 2500 metri quadrati) o di una media, ma esprimiamo dubbi sul rispetto delle normative vigenti» dice ancora Ramina. Insomma, guerra su tutti i fronti contro la grande distribuzione che si appresterebbe, secondo Confesercenti, a calare di nuovo la sua mano sul centro storico malgrado i grandi proclami della giunta Guazzaloca a favore delle botteghe storiche e del piccolo commercio. E in questa guerra dei «piccoli» contro i «grandi», alcune battaglie si sono concluse a favore dei primi. È di alcuni giorni fa la revoca della licenza commerciale al supermercato della Coop Adriatica di via Corelli dopo che una sentenza del Tar aveva dato ragione a Confesercenti ricorrente contro la nascita di questa struttura. Sempre i giudici amministrativi, hanno parimenti revocato l’autorizzazione anche alla «Esselunga» di viale Lenin, quest’ultima già aperta al pubblico. La stessa «Esselunga» ha però ottenuto la sospensione della decisione del Tar ricorrendo al Consiglio di Stato, visto che bloccare l’attività avviata da pochi mesi avrebbe comportato un danno «grave ed irreparabile» condizione per ottenere una sospensione del pronunciamento. Per Coop Adriatica, invece, il danno non è stato ravvisato in quanto il supermercato deve ancora essere costruito.
Ma il colosso della distribuzione replica seccamente all’associazione commerciale. «Il pervicace accanimento con il quale la Confesercenti di Bologna continua la sua campagna contro la realizzazione del supermercato a San Ruffillo – spiegano a Coop Adriatica – appare davvero degno di miglior causa. Non si tratta di nuove strutture – continua Coop – bensì di interventi previsti nella programmazione regionale. Il Comune ha comunque inserito nella programmazione attuativa il complesso di via Corelli in quanto centro commerciale di attrazione». La cooperativa fa anche sapere che il mettere a rischio il supermercato «vanificherebbe investimenti e posti di lavoro oltre a frustrare le aspettative di migliaia di soci». Il presidente di Legacoop Adriano Turrini si dice pronto allo scontro frontale con chi si oppone al supermercato, Confesercenti in testa. «Non è bloccando i lavori per questa struttura – spiega – che si promuove lo sviluppo economico della città».
Dall’altra parte, Confesercenti insiste nel dire che i due supermercati di via Corelli e viale Lenin metterebbero a rischio di chiusura almeno 300 esercizi compresi nell’area di influenza di queste strutture. Anche perciò, l’associazione protesta per il fatto che, contestualmente all’autorizzazione commerciale, non è stata revocata anche la concessione edilizia. L’avvocato di Confesercenti Franco Potitò fa presente che potrebbe «scaturire un’istanza di infrazione nei confronti del Comune da parte dei commercianti che potrebbero impugnare la concessione edilizia di fronte al Tar.
Sullo sviluppo giudiziario nei suoi numerosi fronti, l’associazione non si pronuncia anche se è molto ottimista: «Crediamo di poter vincere anche l’ultimo ricorso e a quel punto pure l’"Esselunga" dovrebbe chiudere i battenti» dice Ramina.