Bologna. Gli occhi dei vigilantes aiuteranno la polizia

22/05/2007
    martedì 22 maggio 2007

      Pagina IV – Bologna

        L’ACCORDO

          Protocollo tra la questura e le organizzazioni delle guardie giurate

            Gli occhi dei vigilantes aiuteranno la polizia

              Non avranno compiti operativi

                ALESSANDRO CORI

                «Guardare e riferire» se qualcosa non va. Solo questo, perché a intervenire ci pensa la polizia. Niente nuovi sceriffi o pattuglianti, ma dal primo giugno ci saranno seicento occhi in più a vigilare su Bologna e provincia. Trecento guardie giurate private collaboreranno infatti in modo più stretto con i poliziotti, grazie a un collegamento telefonico diretto fra le centrali operative degli istituti di vigilanza e quella del 113. Una soluzione per aumentare il livello di sicurezza, in un momento particolarmente delicato per la città.

                Dopo averlo annunciato dieci giorni fa alla festa della Polizia, ieri il Questore Francesco Cirillo ha firmato il protocollo "Un occhio in più sulla città" con sei istituti di vigilanza privata: Coopservice, La Patria, Securitas, La Ronda, Sicurbologna e Battistolli. «A Bologna c´è fermento e accadono parecchi fatti che hanno impressionato non solo l´opinione pubblica – ha detto Cirillo – ma anche gli amministratori e noi che abbiamo la responsabilità della sicurezza». Le pattuglie degli istituti di vigilanza, normalmente impegnate a vigilare banche, aziende e furgoni per il trasporto valori, garantiranno ogni giorno la presenza di circa 300 uomini, ventiquattrore su ventiquattro, che daranno una mano alla polizia affinché tutto fili liscio nel capoluogo. «E´ un protocollo innovativo, il primo di questo genere in Italia. Nessuna confusione di ruoli però – ha precisato il Questore, sgomberando il campo su possibili polemiche – le forze di polizia sono le uniche autorizzate a poter intervenire. E´ un lavoro in più che è richiesto agli istituti di vigilanza, ma solo dal punto di vista "visivo"» ha aggiunto, spiegando che le guardie continueranno a fare il loro lavoro, impegnandosi solo a segnalare in tempo reale eventuali reati o situazioni sospette. Un lavoro da "sentinelle", insomma. «L´intervento coattivo è un compito demandato unicamente alle forze dell´ordine – ribadisce – alle guardie giurate si chiede solo di guardare e riferire». Precisazione d´obbligo, dopo le polemiche scoppiate in città in seguito all´inchiesta della Procura su alcuni pattuglianti cittadini, accusati di aver picchiato a fianco delle forze dell´ordine i no global nel corso di manifestazioni di piazza.

                La novità dell´accordo è rappresentata da un collegamento diretto, sia telefonico che telematico, fra le centrali operative dei sei istituti e quella della polizia. L´allestimento delle nuove linee telefoniche è a spese delle società private, e senza costi per la collettività. Il progetto è sperimentale, e durerà sei mesi. Una persona sospetta, una macchina che passa sette volte nello stesso posto, sopralluoghi di possibili rapinatori: sono queste le informazioni "a portata d´occhio" dei vigilantes e che possono essere utili alla polizia. «Se funzionerà – ha concluso il Questore – si potrà allargare anche ad altre forze dell´ordine, e perché no, a livello nazionale». Un rapporto di collaborazione tra polizia e istituti di vigilanza privata del resto già esisteva. E a questo proposito Cirillo ha ricordato la recente cattura del giovane Gianluca Vallini, in carcere per l´assassinio del nonno, l´imprenditore Giancarlo Orbellanti, resa possibile in tempi stretti grazie alla segnalazione di una guardia giurata, che aveva annotato la targa dello scooter del ragazzo, poi reo confesso del delitto.