Bologna. E i commessi sfilano davanti al presepe

21/12/2007
    venerdì 21 dicembre 2007

      Pagina IV – Bologna

        LA VERTENZA

        Oggi e domani sciopero con due presidi. Alle 15 fiaccolata da piazza Ravegnana

        E i commessi sfilano davanti al presepe

          STEFANIA PARMEGGIANI

          IL presepe di Ascom oggi potrebbe ricevere una visita piuttosto insolita. Quella dei lavoratori del settore del commercio, in "pellegrinaggio" per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro. «Per fare Natale non è sufficiente allestire un presepe», sostengono i rappresentanti provinciali dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil annunciando l´adesione dei lavoratori del terziario bolognesi alla due giorni di sciopero nazionale. Braccia incrociate oggi e domani, proprio nei giorni caldi per lo shopping natalizio, con due presidi.

          I lavoratori di negozi e supermercati con la settimana corta si riuniranno alle 15 di oggi pomeriggio sotto le Due Torri, in piazza Ravegnana. Da qui partirà una fiaccolata alla volta di Ascom in Strada Maggiore, dove tre giorni fa è stato inaugurato il presepe.

          Domani, invece, il presidio si sposterà di fronte all´Esselunga di viale Lenin. «Una scelta non casuale – spiegano i sindacati – visto che proprio Esselunga è fautrice della linea dura all´interno di Federdistribuzione».

          I sindacati, che replicano la mobilitazione andata in scena lo scorso 15 novembre, invieranno lettere di diffida alle aziende e alle agenzie per impedire che il personale in sciopero venga sostituito con lavoratori interinali. In ballo non ci sono solo questioni economiche, ma anche legate alla flessibilità del lavoro: «E´ evidente l´intenzione di Confcommercio – si legge nel volantino dei sindacati – di avere le mani libere sui tempi di vita e di lavoro delle donne e degli uomini che sono impiegati nel commercio, ovvero vieni quando c´è bisogno, oggi puoi lavorare dieci ore e domani quattro, poi si vede di volta in volta». Una flessibilità resa impossibile dal contratto collettivo nazionale del lavoro, «che oggi definisce diritti e tutele per tutti i lavoratori, dalle piccole alle grandi imprese. Forse è questo che Confcommercio vuole smantellare». Ed è per questo che i lavoratori scenderanno in piazza, faranno presidi e fiaccolate ammettendo che per loro «non sarà un bel Natale».