Bologna. Cgil-Coop Adriatica: è nuovo scontro

04/11/2002

 



 
24 Ore
venerdì 1 novembre 2002, Tutti i Santi
   
«Pesanti intimidazioni contro i dipendenti che vogliono partecipare all’agitazione in programma domani»
Cgil-Coop Adriatica: è nuovo scontro

Il sindacato proclama lo sciopero e minaccia una denuncia

BOLOGNA. «La rottura l’abbiamo decisa noi, ma le cause dipendono tutte da Coop Adriatica». La Cgil di Bologna risponde a muso duro al colosso cooperativo che ha criticato la proclamazione dello sciopero per domani. Fra le parti lo scontro è duro: «Anche se secondo noi non lo può fare, Coop Adriatica sta chiamando responsabili e dirigenti per tamponare le assenze» e cercare di tenere aperti gli ipermercati.
Non solo. Massimo Melotti, segretario della Filcams Cgil, rivela anche un particolare molto «più grave»: in vari iper, e soprattutto a Villanova di Castenaso, «i dipendenti sono chiamati uno ad uno davanti ai responsabili e devono dichiarare se intendono o no aderire allo sciopero». Se poi la risposta è sì, al lavoratore la «scelta viene fatta pesare, e non poco». Melotti evidenzia che una situazione del genere «non era mai successa. Ormai Coop Adriatica ha perso stile e garbo, ha perso ogni pudore» e ora «rischia una denuncia per condotta antisindacale».
Respinte al mittente anche le accuse di Coop Adriatica circa il ‘no’ pregiudiziale dei sindacati alla trattativa sul contratto integrativo aziendale. «E’ molto singolare – dice Melotti – che dicano che noi non ci siamo fatti vivi per tanto tempo visto che ci hanno convocato pochi giorni fa», dopo la rottura di aprile. Fino alle tre di mercoledì pomeriggio il sindacato era convinto che di uno sciopero non ci sarebbe stato bisogno.
Solo che, a un certo punto, «ci hanno chiesto di riprendere a discutere mettendo da parte tutta la questione dei lavoratori dedicati all’allestimento dei negozi in cambio di due soldi». E così si è arrivati alla rottura e all’indizione dello sciopero per i 3.000 dipendenti della provincia di Bologna. Ad aprile il sindacato era già sceso sul piede di guerra contro la decisione di Coop Adriatica di esternalizzare l’ allestimento delle merci sugli scaffali. «Chi fa quel lavoro deve essere alle dirette dipendenze dell’azienda», disse il sindacato.