Bologna. «Basta con la flessibilità selvaggia»

28/04/2004


    domenica 25 aprile 2004

    Mobilitazione del commercio

    «Basta con la flessibilità selvaggia»
    Ieri mattina un volantinaggio per sollecitare il rinnovo
    del contratto scaduto da 16 mesi

    Un sabato mattina a sostegno del rinnovo del contratto nazionale degli addetti del commercio. Si è svolta ieri mattina nella nostra città l’iniziativa promossa a livello nazionale da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil che ha visto scendere in azione tante addette del commercio bolognesi per distribuire volantini sulla "propria causa" ai cittadini. Le lavoratrici, che aspettano il rinnovo del contratto nazionale da oltre 16 mesi, si sono sudduvuse tra la Piazzola, l’Iper Borgo di Borgo Panigale, e i centri Lame, Nova e Carrefour. L’iniziativa segue due scioperi, svoltisi il 19 e il 20 dicembre scorsi e quello generale del 26 marzo, quando i lavoratori del commercio aprirono il corteo in partenza da via San Felice assieme ai loro colleghi dei servizi. «Continua la mobilitazione per respingere l’intransigenza sin qui dimostrata in particolar modo da Confcommercio (le due controparti più in ombra sono Confesercenti e Cooperazione) – scrive in una nota la confederazione sindacale dei lavoratori del commercio, turismo e servizi di Bologna – che chiede di contrattare tutte le forme di precarietà e flessibilità selvaggia contenute nel decreto 276 del 2003 prima di affrontare la piattaforma sindacale». I lavoratori del commercio italiano sono circa 1.500.000 e aspettano il rinnovo del contratto dal 2002. «Non chiediamo la luna – hanno scritto le delegate del commercio e del terziario diretto ai cittadini, per lo più con contratti part-time, nel volantino – ma ci rivolgiamo a voi nella giornata prevalentemente dedicata alla spesa e agli acquisti. L’inflazione, gli aumenti di prezzi e tariffe, stanno erodendo in modo particolare i redditi di lavoratori e pensionati che sempre più fanno fatica a raggiungere la fine del mese. Chiediamo solo un aumento di 107 euro, un lavoro più stabile, più diritti e regole precise in merito a orari e part-time».

    a.t.