Bolkestein, via all’indagine

18/11/2005
    venerdì 18 novembre 2005

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      Bolkestein, via all’indagine

        di Chiara Cinti

          Parlamento al lavoro sulla direttiva Bolkestein. Un’indagine conoscitiva sull’impatto del provvedimento europeo sui servizi in Italia sarà predisposta dal senato la settimana prossima per iniziativa della commissione per le politiche dell’Unione europea (XIV) del senato, presieduta da Mario Greco. Ma dopo le audizioni informali che si sono tenute ieri presso le commissioni XIV e delle attività produttive della camera già si profila un quadro della situazione ben chiaro. Da un lato le imprese assolutamente favorevoli al recepimento della direttiva, dall’altro le professioni regolamentate che invece puntano i piedi contro la sua applicazione. Portabandiera di questa opposizione è il Cup, Comitato unitario professioni: ´Siamo totalmente contrari’, ha dichiarato il suo vicepresidente, Roberto Orlandi, ´la recente direttiva sulle qualifiche professionali prevede sistemi più oggettivi di riconoscimento.

          Ma soprattutto consente alle organizzazioni dei dievrsi paesi di stabilire intese per elaborare delle piattaforme di riconoscimento reciproco tra i professionisti europei’. ´Vogliamo prima la riforma delle professioni e poi la creazione di un mercato unico dei servizi’, ha aggiunto Pierangelo Sardi del Cup, ´per attrezzare le nostre organizzazioni professionali ad affrontare la concorrenza soprattutto anglosassone’. L’interesse delle professioni regolamentate è tale che anche il Cnel nei giorni scorsi ha riaperto i lavori sulla Bolkestein. Stesse preoccupazioni per gli avvocati. L’Aiga, Associazione italiana giovani avvocati, denuncia infatti che ´se la proposta fosse approvata nell’attuale formulazione dovrebbero abrogarsi tutte quelle norme che attualmente subordinano l’accesso alla professione forense, al superamento dell’esame di stato, quelle che stabiliscono l’inderogabilità dei minimi tariffari e il divieto di pubblicità commerciale’. Più che positiva è invece la valutazione dei professionisti non regolamentati, circa 3 milioni in Italia secondo gli ultimi dati Censis.

          ´Siamo favorevoli alla direttiva nella sua prima versione’, ha spiegato Giorgio Berloffa, presidente di Assoprofessioni, ´crediamo che il principio del paese d’origine sia favorevole al professionista ma così com’è la direttiva esclude dalla sua applicazione proprio le professioni non regolamentate. Per questo chiediamo al governo che, nella fase di recepimento della Bolkestein provveda al riconoscimento delle professioni’. Dello stesso parere il Colap. Riconoscimento reciproco al posto del principio del paese d’origine. È il timore di un dumping sociale a creare forti perplessità tra le imprese comunque favorevoli alla direttiva.

          ´Le nostre pmi soffrono particolarmente per l’assenza di un vero mercato interno e di un’effettiva libera concorrenza in materia di servizi’, ha rilevato Danilo Broggi, presidente di Confapi, ´ed è per questo che sosteniamo la Bolkestein, ma sono assolutamente necessari alcuni miglioramenti per garantire standard tecnici e di sicurezza sociale nel paese di destinazione’. E della necessità di modificare il principio del paese d’origine per armonizzare in tutta Europa le condizioni d’esercizio dei servizi ha parlato pure Legacoop. ´Ma siamo favorevoli anche al principio del riconoscimento reciproco’, ha puntualizzato Franco Tumino, della presidenza di Legacoop.

            Direttiva promossa anche per la Cna: ´Condividiamo i principi generali della proposta’, ha detto Tommaso Campanile, responsabile del mercato e competitività, ´ma oltre a contestarne alcuni aspetti crediamo necessaria un’analisi del suo impatto economico per le pmi, che ancora non è stata fatta’