“Bolkestein” Stravolte le alleanze

17/02/2006
    venerd� 17 febbraio 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

      EUROPARLAMENTO – APPROVATA LA DIRETTIVA CHE DOVREBBE APRIRE IL MERCATO

        Bolkestein all’italiana
        Stravolte le alleanze

          Cdl e sinistra in ordine sparso sui servizi

            Enrico Singer
            inviato a STRASBURGO

              Il compromesso ha retto e la direttiva che apre il mercato dei servizi � passata al Parlamento europeo con 394 s�, 213 no e 34 astensioni. Ma i partiti italiani si sono divisi facendo saltare alleanze vecchie e nuove, schieramenti,e poli. Ognuno, o quasi, per s�. Sia nell’Unione che nella Casa delle libert�. Con il risultato che a dire s� � stato un fronte trasversale che ha messo insieme Forza Italia e Ds, Margherita e Udc, Nuovo Psi e Italia dei valori. Contrari tutti gli altri: da Rifondazione comunista al Pdci, dai Verdi alla Rosa nel pugno, fino alla Lega. Astenuta Alleanza nazionale. Per la verit�, il caso italiano non � stato l’unico. Tra i deputati belgi, tanto per fare soltanto un esempio, liberali e socialisti che sono alleati al governo si sono ritrovati su sponde opposte. Ma con le elezioni alle porte, lo spezzatino italiano ha infiammato le polemiche.
              Polemiche e imbarazzo, soprattutto, sulla tenuta delle alleanze interne. Con un reciproco scambio di accuse che si pu� riassumere con la formula �il tuo fronte � pi� spaccato del mio�, all’inseguimento di un consolatorio pareggio. Fuori dall’emiciclo, tra le passerelle di vetro e le piante rampicanti, per una volta si respira il clima elettrico del Transatlantico. Bertinotti parla di �una brutta storia sia sul terreno dei contenuti, sia su quello della politica�. Anche se non ha voglia di esasperare la rottura e dice che �per fortuna in Italia � un’altra cosa�, che �esiste una radicale contrapposizione fra l’Unione e la destra�. A qualche metro D’Alema definisce �una battaglia riformista� quella che �non ha bloccato la costruzione del mercato unico e ha introdotto garanzie per lavoratori e consumatori�. Sulle divisioni nell’Unione, D’Alema replica con una battuta: �La maggioranza di governo ha votato in tre modi diversi, lo avete notato?�.

              Enrico Letta, della Margherita, approva la direttiva rivista e corretta e nota le divisioni �sia nel centrodestra che nel centrosinistra�. Nel fronte dei soddisfatti c’� anche Di Pietro che giudica l’accordo tra Ds, Margherita e Italia dei Valori come il segnale che �il nocciolo duro dei partiti dell’Unione ha maturato la capacit� per governare l’Italia�. Nello stesso schieramento, ma sulla barricata opposta, c’� Monica Frassoni. Per la co-presidente del gruppo dei Verdi, �Forza Italia, Ds e Margherita si sono messi d’accordo su una direttiva ambigua e pasticciata: se questo � l’inizio del partito democratico stiamo freschi!�. Marco Rizzo, dei comunisti italiani, � ancora pi� netto. Dice che � �una vergogna che le forze che si richiamano alla cosiddetta sinistra moderata abbiano avallato questa scelta drammatica�. Ha votato no anche Emma Bonino, ma per tutt’altra ragione: della libera circolazione dei servizi �non � rimasto in piedi nulla e ha vinto l’ipocrisia�.

              Nel campo della Casa delle libert�, Antonio Tajani, di Forza Italia, dice che Prodi �ha fatto l’ennesima brutta figura perch� � stato smentito dai suoi stessi alleati che hanno mobilitato partiti e sindacati per sconfessarlo�, che la sinistra ha votato �in ordine sparso, ma nessuna componente ha difeso le sue posizioni�. E il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, insiste sulle divisioni e sul �colpevole ritardo� dell’Unione. Di �sonoro schiaffo a Prodi che da presidente della Commissione aveva prodotto la Bolkestein� parla Mario Borghezio. Ma anche la Lega non ha votato con i suoi alleati. Ha detto no al compromesso per difendere �il primato delle normative locali�. E An si � astenuta. Cristiana Muscardini denuncia �il solito consociativismo tra socialisti e popolari� e critica la �direttiva delle lobby che esclude i settori forti come i servizi bancari e finanziari�.

                Ma alla fine, nell’aula di Strasburgo, al di l� delle polemiche tutte italiane, ha fatto un altro passo in avanti la linea della �grande coalizione� di Angela Merkel. Non � un caso che i capigruppo del ppe e del pse, artefici del compromesso, sono due tedeschi (Poettering e Schulz) che, oltre a parlare la stessa lingua, adesso sono anche – loro s� – alleati in casa.