“Bolkestein” Sindacati in piazza

14/02/2006
    marted� 14 febbraio 2006

    Pagina 12 – Economia & Lavoro

    Sindacati in piazza
    No alla Bolkestein

      Oggi i lavoratori a Strasburgo
      Gioved� il voto del parlamento

        di Sergio Sergi
        inviato a Strasburgo

        IN CORTEO – Arrivano oggi a migliaia da molti paesi, Italia compresa, per �cambiare la Bolkestein�. I sindacati europei, riuniti nella CES di John Monks, hanno scelto Strasburgo per farsi sentire sulla direttiva per la liberalizzazione dei servizi.

          Una direttiva contrastata e travagliata, al centro di un confronto anche rovente, che ha incrociato e influenzato persino il percorso di ratifica del trattato costituzionale. Un corteo percorrer� le vie della citt� per giungere sin sotto il palazzo del Parlamento europeo dove nel pomeriggio inizia il dibattito sul rapporto della relatrice Evelyne Gebhardt (Pse).
          Il confronto nell’aula, che porter� al voto in prima lettura nella giornata di gioved�, sar� caratterizzato dalla novit� di un accordo di compromesso preparato dai gruppi Pse e Ppe in 23 emendamenti al testo gi� approvato in commissione e che non ha scongiurato uno dei pi� grandi timori: il via libera all’affermarsi di un pericoloso �dumping sociale�.

            L’accordo, che � stato apprezzato dai sindacati i quali mantengono ancora delle riserve sostanziali, tende a cancellare, in aula, ogni riferimento al contestatissimo principio del cosiddetto �paese d’origine�.

              Un lavoratore dei paesi dell’est, per esempio, non potr� andare a lavorare in un altro paese pagato con un salario pi� basso e, in principio, concorrenziale e senza sicurezza sociale. Si tratta di una modifica molto significativa, frutto di un lungo confronto parlamentare.

                Un altro punto sensibile ha riguardato i cosiddetti servizi d’interesse generale. In seguito all’accordo, la direttiva esclude i servizi riservati �agli anti pubblici o privati� e non riguarda la �privatizzazione di enti pubblici che forniscono servizi�.

                  Altre esclusioni toccano il diritto penale, i servizi che perseguono un obiettivo di welfare sociale, e il diritto del lavoro.

                    L’elenco delle esclusioni del campo d’applicazione menziona i �servizi d’interesse generale definiti dagli Stati membri�, i servizi finanziari, le reti di comunicazione elettronica, i trasporti, i servizi medico-sanitari, quelli fiscali, e molti altri sino ai giochi d’azzardo.

                      Il gruppo del Pse ha annunciato altri emendamenti volti ad escludere i servizi scolastici, quelli culturali, i servizi di distribuzione e purificazione dell’acqua, i servizi funerari.

                        La battaglia d’aula decider� il destino della direttiva che dovr�, poi, essere esaminata dal Consiglio dell’Unione europesa (governi). In parlamento, il �no� a qualsiasi testo � stato anticipato dal Gue (sinistra), dai Verdi, e da alcune delegazioni nazionali dei vari gruppi politici.