“Bolkestein” Servizi senza origine

09/02/2006
    gioved� 9 febbraio 2006

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    Servizi senza origine

      Il compromesso tra Ppe e Pse sulla direttiva Bolkestein. Prevalente il paese di stabilimento

        di Chiara Cinti
        e Antonella Gorret

          La direttiva Bolkestein perde il principio del paese di origine. Questa, finora, la modifica pi� importante contenuta nel testo dell’emendamento di compromesso raggiunto tra Ppe e Pse sul testo della direttiva servizi che andr� il 16 febbraio al voto del Parlamento europeo radunato in seduta plenaria a Strasburgo.

            La modifica, che sar� resa nota nella mattinata di oggi, di fatto svuota la direttiva servizi rispetto al testo originario proposto dalla Commissione Ue che ha sollevato le critiche dei paesi della �vecchia Europa’ e delle categorie professionali coinvolte. Il timore , infatti,era quello di un afflusso di imprese e lavoratori dei nuovi stati membri, sottoposti a norme contrattuali, fiscali e sociali meno rigide nei loro paesi d’origine. Questo principio avrebbe, quindi, indotto i lavoratori locali ad abbassare i loro livelli di tutela sociale e contrattuale o, in caso contrario, a far fronte a una concorrenza insostenibile.

              �� stato cancellato’, spiega a ItaliaOggi Stefano Zappal�, eurodeputato di Forza Italia, �il principio secondo il quale un’impresa che delocalizza i suoi servizi in uno dei paesi membri applica le regole del paese di appartenenza. Quindi, l’accesso all’attivit� sar� disciplinato secondo le regole dello stato di origine, mentre lo svolgimento all’estero in base alle norme del paese ospite’.

                Il testo dell’emendamento elimina definitivamente il riferimento al paese d’origine e a quello di destinazione. Sono stati, invece, definiti gli ostacoli alla libera circolazione dei servizi che bisogner� rimuovere nei diversi stati membri in base ai principi di non discriminazione, proporzionalit� e necessit�. �Il famoso idraulico polacco’, ha spiegato Evelyne Gebhardt, relatrice per il Pse alla direttiva, �se fosse un lavoratore autonomo (e non impiegato di un’impresa) potrebbe prestare i suoi servizi in Francia portandosi dietro i suoi utensili, ma dovrebbe rispettare le leggi francesi di tutela dei consumatori e dell’ambiente’. Tra gli ostacoli, il testo emendato della direttiva indicher� che andr� eliminato, per esempio, l’obbligo per un prestatore di servizio straniero di stabilire un ufficio nel paese ospite o di utilizzare materiale locale. Per un’impresa, invece, varrebbero le regole attuali relative ai lavoratori distaccati, �che per�’, secondo Gebhardt, �andranno migliorate’.

                  Per Zappal�, il testo cos� emendato ha �ottime possibilit� di essere approvato, perch� ci sono le premesse per creare un grande mercato del lavoro basato su un principio di armonizzazione che prevede il rispetto delle singole leggi nazionali’.

                    Ppi e Pse non hanno, invece, trovato un accordo sui servizi economici di interesse generale e sull’estensione della direttiva alla sanit� privata, come richiesto dai liberali dei paesi del Nord, e quindi ognuno arriver� con un proprio emendamento in plenaria.

                      Infine, Cristiana Muscardini, co-presidente del gruppo Uen al Parlamento europeo, ha presentato una proposta di risoluzione nella quale si chiede che a livello comunitario si predisponga un monitoraggio per verificare gli effetti dell’applicazione della direttiva Bolkestein. (riproduzione riservata)