“Bolkestein” Professionisti salvi

24/11/2005
    giovedì 24 novenbre 2005

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      Bolkestein: Professionisti salvi

        Approvato un emendamento alla direttiva. Valgono le regole del paese che ospita

          di Chiara Cinti

            La Bolkestein cambia volto e crea un salvagente per i professionisti. Nei confronti di avvocati, dottori commercialisti, ingegneri e tutte le altre professioni regolamentate non troverà applicazione il provvedimento europeo sulla liberalizzazione dei servizi quando è in contrasto con la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali (36/2005/CE). Rispetto alla versione originaria del testo criticati da più parti, che prevedeva il principio del paese d’origine anche per le professioni liberali, il nuovo articolo 3, votato in prima lettura, dalla commissione mercato interno del Parlamento europeo a Bruxelles comporta conseguenze ben meno pesanti. Infatti, secondo la direttiva 36/2005/CE l’accesso alle professioni è regolato dalle norme dello stato di stabilimento (in sostanza, quello d’origine), mentre l’esercizio dell’attività è disciplinato dal paese di destinazione. ´Così come è stato licenziata la direttiva inizia ad assumere una valenza positiva’, ha dichiarato Stefano Zappalà, eurodeputato di Forza Italia, ´fermo restando che nulla è scontato, visto che siamo solo all’inizio della procedura e ci vorranno almeno altri due anni per l’approvazione definitiva’. Secondo il nuovo testo, che approderà per il voto in plenaria a gennaio 2006, la Bolkestein non sarà applicabile ai servizi d’interesse generale quali definiti dagli stati membri, i servizi di natura bancaria, creditizia, pensionistici professionali, i servizi medico-sanitari a prescindere dalla loro natura pubblica o privata, i servizi audiovisivi, i giochi d’azzardo e ai notai. Inoltre, l’efficacia della direttiva sarà limitata ai settori che sono ´già aperti alla concorrenza’.

              Con il via libera al principio del paese d’origine diventa un diritto prestare servizi in uno stato membro diverso dal paese di stabilimento. Secondo il nuovo articolo 16, nell’esercizio dell’attività i prestatori di servizi saranno soggetti esclusivamente alle disposizioni del paese di stabilimento (quell’origine) che regolano l’accesso ad un’attività di servizio e il suo esercizio, ´in particolare quelle che disciplinano bilimento e le attività del prestatore di servizi, il suo comportamento, la qualità o il suo contenuto, le norme e le certificazioni’. Per i lavoratori dipendenti, inoltre, sarà obbligatorio applicare il contratto collettivo del paese dove vengono distaccati. Ma gli stati di destinazione potranno richiedere requisiti specifici per l’esercizio delle attività, ´il cui rispetto è indispensabile per garantire il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, per la protezione della salute pubblica e dell’ambiente’. ´Il testo votato ieri contiene elementi positivi da salvaguardare e promuovere, come l’accento sulla competizione come fattore di sviluppo e la semplificazione delle procedure’, ha ribadito Enrico Letta, europarlamentare della Margherita. ´Rimangono comunque alcuni punti sui quali è opportuno un ulteriore intervento migliorativo: in particolare, sul principio del paese d’origine devono essere inserite maggiori garanzie a tutela di una concorrenza equa e dei diritti dei lavoratori’. Intanto ieri la Cgil nazionale ha già dato la sua adesione a un possibile sciopero contro la direttiva. (riproduzione riservata)