“Bolkestein” Più liberalizzazioni in Europa

16/02/2006
    gioved� 16 febbraio 2006

    Pagina 29 – Economia

    OGGI IL VOTO – TAGLIATI DAL TESTO ALCUNI OSTACOLI ALLA LIBERT� DEI SERVIZI

    La Bolkestein verso il traguardo
    Pi� liberalizzazioni in Europa

    retroscena

      Enrico Singer
      inviato a STRASBURGO

        Mezza riga di testo. Cinque parole. Un taglio che potrebbe sembrare minimo, ma che salver� il compromesso sulla direttiva per la liberalizzazione del mercato dei servizi che il Parlamento europeo voter� oggi. Perch� quelle cinque parole – �politica sociale, protezione dei consumatori� – potevano aprire una falla troppo larga in una struttura regolamentare gi� molto alleggerita rispetto all’originale proposta lanciata nel 2004 dal commissario Frits Bolkestein. Erano comprese tra le ragioni che un Paese pu� opporre alla libera circolazione di prestatori di servizi di altri Paesi. E, secondo l’opinione che alla fine ha prevalso, avrebbero fatto rientrare dalla finestra il vento protezionista che soffia ancora forte in Europa. I popolari minacciavano di votare contro l’articolo – � il numero 16, paragrafo 3 – assieme con i liberali, silurando l’intesa che era stata raggiunta con i socialisti. Ma ieri � maturato l’accordo definitivo: le cinque parole spariranno.

        Cos� la direttiva dovrebbe superare il suo primo passaggio in Parlamento per tornare poi alla Commissione e al Consiglio che, a loro volta, dovranno approvare le modifiche. Ma se il voto di oggi sar� compatto, difficilmente le altre due teste del potere europeo potranno rimettere in discussione un compromesso ottenuto dopo confronto che � stato duro in aula e che � stato accompagnato dalla protesta dei cinquantamila arrivati a Strasburgo materd�. Nell’ultima vesione del testo, a questo punto, ci sono tre passaggi-chiave. Il primo � il principo della �libert� di fornire servizi�. � quello che ha preso il posto della tanto contestata regola del �Paese d’origine�, prevista nella vecchia direttiva Bolkestein, che avrebbe potuto innescare un processo di dumping sociale consentendo alle societ� di servizi di operare in tutta l’Ue rispettando soltanto le loro normative nazionali.

        La paura dell’�invasione dell’idraulico polacco� nasceva proprio da questa regola che, in pratica, � stata rovesciata. Sono i Paesi in cui vengono prestati i servizi che dovranno rimuovere ogni ostacolo alla liberalizzazione nel rispetto, per�, delle leggi e dei contratti locali. Il secondo passaggio-chiave della nuova versione della direttiva � la lista delle eccezioni. Quella dei campi protetti: a partire dai servizi di pubblica utilit� che copre il settore sanitario, la fornitura di luce, gas e acqua, fino al trattamento dei rifiuti. Sulla lista completa, che � molto pi� lunga e comprende anche notai, avvocati o tassisti, le divisioni tra gli schieramenti politici del Parlamento europeo rimangono e la battaglia sugli emendamenti potrebbe anche riservare qualche sorpresa.

          Il terzo passaggio-chiave � quello sul quale, ieri, � stata trovata l’intesa. Dai �requisiti generali� che gli Stati membri potranno imporre alle imprese di servizi degli altri Paesi Ue � stato tolto il richiamo alla �politica sociale� e alla �protezione dei consumatori� che sembravano messi l� soltanto per offrire appligli ad altre limitazioni. Anche perch� la protezione dei consumatori � un principio gi� garantito da altre direttive europee, cos� come il rispetto delle politiche sociali e c’� sempre la Corte di giustizia per le contestazioni. Nel compromesso c’� anche una contropartita, naturalmente. I popolari – quelli polacchi in particolare – hanno rinunciato a chiedere che le nuove norme si applichino anche ai lavoratori dipendenti distaccati all’estero che sono regolamentati, e garantiti, da una direttiva gi� esistente dal 1996.