Bolkestein, parte la sfida dell’Europa dei movimenti

17/03/2005

    mercoledì 16 marzo 2005

      Bolkestein, parte la sfida dell’Europa dei movimenti

      Sabato contro la direttiva del dumping in piazza Social forum e sindacato europeo. Bocciato in commissione il principio del "paese d’origine" . Chirac : «Inaccettabile»

      Fabio Sebastiani

      E’ ancora scontro sulla Bolkestein al parlamento europeo. A guidare la carica contro il provvedimento iperliberista che di fatto nega il principio dei diritti comuni a tutti i lavoratori europei è stato ieri il presidente francese Jacques Chirac, che è tornato a parlare di «progetto inaccettabile». «Inaccettabile per la Francia come per gli altri paesi europei», ha aggiunto Chirac che ha attaccato frontalmente il presidente Barroso. Intanto, la Commissione ambiente del parlamento europeo ha approvato un parere da inviare all’aula che prevede la cancellazione del passaggio su "i paesi d’origine" e di quello su "i riferimenti ai servizi sanitari". Sabato toccherà al movimento sferrare un altro attacco al provvedimento, che ancora deve essere approvato, con una manifestazione che si preannuncia molto partecipata.

      "Paesi d’origine" e "servizi sanitari" sono due punti qualificanti della Bolkestein che in pratica intende creare le condizioni per un forte dumping a favore dei paesi della Nuova Europa. «Sono paesi affamati di successo», sottolinea Jean Lemmierre, presidente della Bers, la Banca europea degli investimenti. Mauel Barroso, presidente della Commissione europea, aveva difeso l’altro ieri proprio il principio del "paese d’origine". In base a questo principio un gestore di servizi potrà operare all’interno dell’unione applicando le leggi del paese d’origine. Al consiglio europeo Francia e Germania sono pronte a dare battaglia. L’Italia, invece, appoggia la liberalizzazione dei servizi. Ieri l’ha ribadito con il proprio ambasciatore presso l’Ue, Cangelosi, che ha incontrato il commissario europeo al Mercato interno Charlie McCreevy. McCreevy sta seguendo da vicino il dibattito sul provvedimento e ieri ha ammesso che alla fine la Commissione europea potrebbe modificare il testo della direttiva sui servizi proposto dal suo predecessore Frits Bolkestein.

      Sabato prossimo a scendere in campo toccherà al movimento dei social forum che con il sindacalismo di base i giovani, e la Ces, il sindacato confederale europeo, daranno vita a una grande manifestazione antiliberista. Tre i punti di partenza ma unico il corteo che raggiungerà la "Gare du Nord" per il comizio finale, dove tra gli altri parlerà anche Raffaella Bolini. Lo spezzone dei movimenti sarà aperto dalle gigantografie di Florence Aubenas e Hussein Hanoun. La protesta contro il liberismo della Bolkestein si salda al percorso di lotta contro la guerra. Un risultato politico importante, fanno notare in molti. In piazza ci saranno realtà che su molti punti, come gli obiettivi di Lisbona, non la pensano esattamente allo stesso modo. Sugli striscioni si potrà leggere, nelle varie lingue, comunque, "Contro la guerra, il razzismo e il liberismo. Per un’altra Europa".

      Il Comitato organizzatore italiano – formato dalle associazioni, sindacati, movimenti, partiti, testate che fanno parte della Campagna Stop Bolkestein – ha promosso un appello che ha ricevuto finiora più di cinquanta adesioni. Dall’Arci ad Attac Italia, dal mondo del sindacalismo di base alla Fiom-Cgil e alla rete Lilliput. Nell’appello, oltre al ritiro della Bolkestein, c’è anche il ritiro della direttivo sull’orario di lavoro. Per Franco Russo, del Forum per la democrazia costituzionale europea, il risultato politico di avere in una unica manifestazione il movimento dei social forum e il sindacato europeo è importante. «Comunque accettiamo il terreno europeo – dice – come terreno di lotta».