“Bolkestein” L’Europa del lavoro contro la direttiva

17/10/2005
    sabato 15 ottobre 2005

    Pagina 15- Economia & Lavoro

      L’Europa del lavoro contro
      la direttiva Bolkestein

        Oggi manifestazioni in molte città contro la liberalizzazione senza tutele. Appuntamento a Roma

          di Giampiero Rossi / Milano

            ALLARME – Sono attese migliaia di persone, oggi pomeriggio, alla manifestazione nazionale contro la direttiva europea Bolkestein in programma a Roma. Più di 150 le organizzazioni che hanno aderito da tutta Italia. Il corteo partirà alle 15 da piazza della Repubblica, percorrendo via Cavour, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via delle Botteghe Oscure, Largo Argentina, per concludersi a piazza Navona. Tutti contro la norma europea comunemente chiamata Bolkestein, dal nome del commissario Ue che la propone, e che affronta il tema della liberalizzazione dei servizi con lo scopo dichiarato di «diminuire la burocrazia e ridurre i vincoli alla competitività dei servizi per il mercato interno». Ma che, secondo gli organizzatori della campagna nazionale “Stop Bolkestein! Stop Gats”, «aggredisce i diritti del lavoro, i beni comuni, i servizi pubblici, in un’ottica di accentuato liberismo».

              «L’ente locale verrà spogliato delle sue peculiarità – spiega Patrizia Sentinelli, capogruppo di Rifondazione al consiglio comunale di Roma, presentando la manifestazione nella sede del Parlamento europeo di via IV Novembre – per questo in mattinata si terrà un incontro nazionale degli enti locali in Campidoglio, per dar vita a un coordinamento che si attivi per fermare la direttiva».

                «Per fare un esempio – dice Marco Bersani di Attac Italia – il Comune di Roma ha previsto che nelle gare di appalto per le mense scolastiche partecipino solo produttori di cibi biologici. È una scelta politica, ma con la direttiva Bolkestein non si potrebbe più fare, perché verrebbe considerata un ostacolo alla libera concorrenza. Inoltre, nelle gare d’appalto non si chiederà più alle imprese la certificazione antimafia perché considerata un ostacolo burocratico». E gli argomenti si moltiplicano insieme alle sigle delle associazioni, partiti e organizzazioni che hanno aderito alla mobilitazione.

                  «Oggi più che mai, diritti del lavoro, beni comuni e servizi pubblici sono sotto attacco – spiegano i promotori della manifestazione contro la direttiva Bolkestein – a livello globale, attraverso i negoziati dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, che spingono verso la completa liberalizzazione dei servizi (Gats) e verso la totale deregolamentazione del lavoro (Nama), consolidando il dominio dei paesi ricchi sul sud del mondo».

                    Decisivi sotto questo aspetto, sottolineano i capofila di questa battaglia sovranazionale, saranno i prossimi appuntamenti di metà ottobre a Ginevra e di metà dicembre ad Honk Kong; «A livello europeo, attraverso la direttiva Bolkestein che si prefigge la privatizzazione di tutte le attività di servizio, la deregolamentazione e la completa precarizzazione delle prestazioni di lavoro attraverso il principio del paese d’origine, l’azzeramento dei poteri decisionali degli Enti Locali. Il voto del Parlamento Europeo sulla direttiva è previsto per fine ottobre; a livello nazionale e locale, con l’avanzamento dei processi di privatizzazione e il deterioramento dei servizi pubblici, privati di risorse finanziarie e di personale, mentre aumentano senza soluzione di continuità le spese militari e di guerra».