“Bolkestein” L’accordo di vertice già scricchiola

10/02/2006
    venerd� 10 febbraio 2006

    Pagina 27 – Economia

      il Caso Bolkestein

        L’accordo di vertice gi� scricchiola

          Socialisti e popolari restano divisi Tajani (Fi): centrosinistra diviso Enrico Letta: no al dumping sociale

            dal nostro corrispondente
            Giuseppe Sarcina

              BRUXELLES – Tra polemiche e compromessi (pi� o meno riusciti), partiti e sindacati europei si preparano alla �settimana della Bolkestein�, che dovrebbe culminare, gioved� 16 marzo, con il voto dell’Europarlamento. La direttiva sulla �liberalizzazione dei servizi�, ispirata dall’ex Commissario Frits Bolkestein e approvata nel 2004 dall’esecutivo comunitario all’epoca guidato da Romano Prodi, rimuove barriere e vincoli burocratici che impediscono lo spostamento da uno Stato all’altro di artigiani, piccoli imprenditori, commercianti. L’altro ieri i dirigenti delle due forze maggiori dell’emiciclo, cio� Popolari e socialisti, si sono accordati per cancellare dal testo il principio cardine pi� controverso, quello del �Paese d’origine�. Nella versione originale si prevede che il famoso �idraulico polacco�, piuttosto che un consulente d’azienda ungherese o un agente turistico slovacco, possa insediarsi in Francia, Germania o altrove portandosi da casa, oltre agli attrezzi del mestiere, anche regole giuridiche, tariffe e standard contrattuali. In questo caso � evidente il rischio che i �servizi� in arrivo dall’Est esercitino un’attivit� al ribasso, spiazzando i concorrenti locali.

              L’intesa Ppe-Pse, tuttavia, non sembra ancora garantire il via libera di Strasburgo. Ieri numerosi parlamentari, da una parte e dall’altra, hanno preso le distanze. Al centro delle polemiche, ora, ci sono altre norme, concordate da socialisti e Popolari: in particolare quelle ragioni di tutela dei consumatori e di �politica sociale� che potrebbero essere impugnate dai singoli governi per chiudere le porte a particolari categorie (distributori di alimenti per esempio). Secondo il conservatore tedesco Andreas Schwab la maggioranza dei deputati del Ppe non condivide lo schema messo a punto dai vertici del partito. Sull’altro versante la socialista ungherese Edith Herczog sostiene che questa nuova formulazione �mette in gioco i principi e i valori base�. Per �dieci anni – aggiunge la parlamentare – ci hanno predicato il dogma della libert� di movimento per le persone, i capitali, i beni e i servizi�. Il �dossier Bolkestein� si presta anche a una lettura politica in chiave italiana. Secondo Antonio Tajani, capogruppo della delegazione di Forza Italia nel Ppe, �la prossima settimana a Strasburgo esploderanno le profonde contraddizioni che lacerano la sinistra schierata con Prodi. Come voteranno i ds? Come voter� la Margherita? Come voteranno Rifondazione comunista e i comunisti italiani?� Giusto girare le domande a Enrico Letta, rappresentante di punta della Margherita all’Europarlamento. �L’accordo raggiunto da Ppe e Pse esclude che ci sia un rischio di "dumping sociale". Noi faremo di tutto per votare con i ds, e penso proprio che non ci sar� alcun problema. Considero assai probabile, anzi do per scontato, un voto diverso rispetto a Rifondazione comunista. Dopodich� penso che la direttiva Bolkestein dovrebbe ritornare nelle mani della Commissione, cambiare nome e ritornare mettendo in primo piano quello che c’� di buono nel testo, cio� l’apertura reale dei mercati, a vantaggio delle imprese e e dei consumatori�.