“Bolkestein” Interventi (Agnoletto)e repliche (Ferrera)

17/10/2005
    sabato 15 ottobre 2005

    Pagina 37- Lettere al Corriere

    interventi
    e repliche

      La direttiva Bolkestein

        Sul Corriere di ieri Maurizio Ferrera, a proposito delle iniziative che oggi si svolgono in molti Paesi europei contro la direttiva Bolkestein, scrive: «Lo scenario invocato a sinistra è quello del famoso idraulico polacco che ruba il lavoro ai suoi colleghi francesi».

          Nulla è più lontano dalle convinzioni degli organizzatori delle iniziative odierne. Da sempre sosteniamo il diritto alla libera circolazione delle persone e quello che vogliamo evitare è proprio il conflitto tra lavoratori condannati ad una concorrenza al ribasso sui salari e sui diritti.

          La direttiva, finalizzata a ridurre i vincoli alla competitività, inserisce il principio del «Paese d’ origine»: un prestatore di servizi sarà soggetto alle normative del Paese in cui l’ impresa ha (o trasferisce) la sede legale e non a quelle del Paese in cui esercita l’ attività. In tal modo un lavoratore polacco o italiano che lavorerà in Italia in un’ azienda polacca avrà i trattamenti contrattuali, previdenziali e assistenziali previsti dalla leggi polacche.

          Anziché aiutare il lavoratore polacco a migliorare i propri diritti, assisteremmo ad un´omologazione al ribasso per tutti. Le uniche a trarre profitto sarebbero le grandi aziende.

          La direttiva riguarda «ogni attività economica che… si occupa della fornitura di una prestazione oggetto di contropartita economica»; quindi anche l’ istruzione, la cultura e la sanità, con una conseguente forte riduzione dei poteri delle autorità locali e delle tutele previste dalle legislazioni nazionali. Verrebbe addirittura cancellato l’ obbligo della certificazione antimafia!

          Se quindi, come afferma Ferrera, «c’ è bisogno di riforme coraggiose sul fronte dell’ efficacia e dell’ equità…», non vi è dubbio che la direttiva Bolkestein vada decisamente contrastata.

          Vittorio Agnoletto
          Parlamentare europeo Sinistra Unita Europea
            q Un’ impresa polacca che distacca i suoi lavoratori in Germania o in Italia deve rispettare le norme tedesche o italiane per quanto riguarda i livelli retributivi e gli standard di protezione sociale. La direttiva Bolkestein non cambia questo stato di cose. Essa non intende mettere in competizione fra loro gli ordinamenti lavoristici o previdenziali nazionali, ma semmai solo le norme che regolano l’ offerta di servizi (ad esempio quelli idraulici). Un po’ più di concorrenza su questo fronte favorirebbe senz’ altro i consumatori ed eliminerebbe rendite di posizione inefficienti e inique. Il settore del welfare è poi in larga misura escluso dall’ ambito di applicazione della direttiva.
            Maurizio Ferrera