“Bolkestein” Il conto alla rovescia in Europa è cominciato

03/11/2005

      lunedì 31 ottobre 2005

    Pagina 35

    Il conto alla rovescia
    in Europa è cominciato

      Situazione
      di Franco Tettamanti

        I l conto alla rovescia è cominciato: la direttiva Bolkestein è in dirittura d’arrivo. A novembre i parlamentari europei affronteranno la questione di un mercato sempre più libero, dei lacci sempre meno stretti, delle regole sempre meno antiche e opprimenti, delle professioni senza confini e della possibilità di vedere sempre più professionisti con la valigia, pronti a girare per gli studi dell’Europa. Come si scrive nel pezzo accanto sulla direttiva sono piovute decine di critiche e di perplessità. Lo stesso testo che sarà in discussione nell’aula dell’Europarlamento ha già attirato qualcosa come duemila emendamenti. In Italia e in mezza Europa la politica si confronta, discute e si divide. La pubblicità, le tariffe minime, le regole da esportazione lasciano entusiasti o perplessi. Il compromesso, molte volte, sembra una spiaggia lontanissima, un approdo difficile da scorgere e difficile da raggiungere.

          Ovviamente non mancano i favorevoli a tutto campo (e ne riportiamo ancora una volta fedelmente le posizioni e le proposte) che vedono in questa politica di grande apertura la possibilità di sviluppare i mercati, di aiutare la ripresa economia e, soprattutto, di dare una mano concreta alle nuove generazioni alle prese con l’accesso alle professioni e agli Ordini professionali.

            Agguerriti anche i detrattori della direttiva Bolkestein. In prima fila gli ingegneri e i professionisti della sanità. Sono loro a temere più d’altri l’invasione dello straniero, sono loro più d’altri ad alzare il muro della difesa. Ancora una volta, sarà scontato e banale ma è la realtà, la via d’uscita è nella discussione e nella verifica sul campo.

              Aldilà di quanto a novembre succederà nell’aula e nei corridoi della politica europea le professioni in Italia sono chiamate a continuare il confronto. Ancora una volta la politica è chiamata alla discussione e alla lungimiranza. Ancora una volta ci sono sul tappeto le regole, i vincoli, le novità e, forse, delle paure che non hanno ragione di prevalere sulla costruzione di un’Europa che tiene, giustamente, conto dell’esistente ma si deve occupare di quelli (i giovani soprattutto)che si trovano nella fase della partenza e della costruzione del domani.

                Spesso una porta chiusa nasconde perplessità e paure. Tante volte si spalanca la porta e ci si rende conto che di quelle paure ci si può ridere sopra. Basta parlarne. Senza chiudere la porta a doppia mandata.