“Bolkestein” Esenzioni a 360°

21/02/2006
    marted� 21 febbraio 2006

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    Direttiva servizi, esenzioni a 360�

      La parola sul testo ora passa al Consiglio europeo.

        di Chiara Cinti

          Una raffica di esenzioni per la liberalizzazione del mercato dei servizi in Europa. Professionisti, notai, servizi sociali come l’edilizia sociale, l’assistenza ai figli e i servizi alla famiglia, servizi finanziari, di trasporto e medico-sanitari, giochi d’azzardo, i servizi giuridici e fiscali, nonch� le agenzie di lavoro e le attivit� di sicurezza sono esclusi dall’applicazione della direttiva secondo le modifiche inserite dal Parlamento europeo che l’ha approvata gioved� 16 febbraio in prima lettura (si vedano ItaliaOggi del 17 e 18 febbraio 2006). Il testo nella versione licenziata dall’assemblea plenaria di Strasburgo (che ItaliaOggi pubblica integralmente sul sito) � stato completamente snaturato rispetto alla versione originaria proposta dall’ex commissario olandese Frits Bolkestein. In pratica, la direttiva si applica ai servizi di interesse economico generale forniti da prestatori stabiliti in uno stato membro, quindi i servizi che corrispondono a un’attivit� economica e sono aperti alla concorrenza. Tuttavia, anche rispetto a questo ambito sono previste delle deroghe: sono esclusi i servizi postali, di trasmissione, distribuzione e fornitura di energia elettrica, gas, fornitura idrica, gestione delle acque reflue e trattamento dei rifiuti.

            Inoltre, una delle conquiste pi� importanti della nuova versione della direttiva Bolkestein � stata la cancellazione del principio del paese d’origine, raggiunta grazie a un emendamento di compromesso firmato dai popolari e socialisti europei, che insieme coprono pi� della met� dei seggi al Parlamento Ue. Eliminata, dunque, la minaccia dell’invasione di lavoratori dai paesi dell’Est che, con tariffe e tutele sociali pi� basse, avrebbero creato una concorrenza senza precedenti nei paesi del Vecchio continente, � stata consacrata la libera circolazione dei servizi nell’Europa a 25. Questa volta per� imponendo il rispetto delle regole locali. Per il prestatore, infatti, sar� sufficiente aver conseguito la qualifica nel proprio paese d’origine, ma per svolgere le attivit� dovr� sempre rispettare le regole del paese in cui va a operare. Su queste modifiche, ora, la parola passa al Consiglio europeo, che dovr� dare il suo via libera prima di rimandare di nuovo il testo in assemblea e ancora al Consiglio per l’approvazione definitiva. (riproduzione riservata)