Blitz di Fi sull’articolo 18

19/03/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
066, pag. 5 del 19/3/2003
di Teresa Pittelli


Emendamento in commissione lavoro del senato al disegno di legge 848 bis.

Blitz di Fi sull’articolo 18

La deroga prevista per tre anni diventa definitiva

Blitz di Forza Italia al senato sull’articolo 18: la deroga, prevista per tre anni, diventerà definitiva. Lo prevede un emendamento al disegno di legge 848 bis, ieri in discussione alla commissione lavoro del senato, presentato da Paolo Barelli (Fi). La modifica punta sulla stabilizzazione della deroga sperimentale al reintegro nel posto, previsto dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per il caso di licenziamento ingiustificato. La deroga all’articolo 18, che secondo il testo del ddl 848 bis si applica ai nuovi assunti di imprese che superano la soglia dei 15 dipendenti, non sarebbe più, quindi, sperimentale e limitata a un triennio, ma definitiva.

Immediata la reazione dei sindacati firmatari del Patto per l’Italia, confluito poi nel ddl 848 bis. ´Il governo dovrebbe essere più coerente’, ha attaccato Savino Pezzotta, leader della Cisl, nel corso di Ergon 2003, il forum di Italia lavoro (agenzia del ministero del welfare per l’occupazione) che ieri commemorava Marco Biagi, il giurista ucciso esattamente un anno fa dalle Br. ´È singolare che mentre ricordiamo il contributo di Biagi al Patto per l’Italia, in parlamento ci sia chi presenti emendamenti che violano quel patto’, ha detto Pezzotta. Critiche all’iniziativa sono arrivate anche da Luca Volontè, presidente del gruppo Udc a Montecitorio, che parla di ´un fatto grave’, perché ´il rispetto assoluto del Patto per l’Italia è indispensabile per la credibilità dell’intera maggioranza’.

A difesa della ´buona fede’ della maggioranza sono però intervenuti il presidente della commissione lavoro di palazzo Madama, Tommaso Zanoletti (Udc), e il relatore del ddl Oreste Tofani (An), ribadendo che ´l’emendamento è un’iniziativa individuale, non concordata con la maggioranza. Mentre il governo si è difeso per bocca di Maurizio Sacconi, sottosegretario al welfare: ´Il Patto per l’Italia non sarà in alcun modo modificato’, ha spiegato Sacconi, ´eventuali proposte di modifica saranno valutate, ma il suo contenuto attuale è inequivoco’.

- Pensioni, battaglia in vista. Sacconi ha anche sottolineato che la riforma-bis del lavoro procede, in commissione, di pari passo con la delega sulla previdenza, e che non sono previste accelerazioni per quest’ultima. Pezzotta, però, ieri ha annunciato che il documento unitario di Cgil, Cisl e Uil sulle pensioni sarà concluso in settimana, e che i sindacati non escludono azioni di mobilitazione unitaria contro alcune norme della delega, attualmente in seconda lettura a palazzo Madama, a meno che il governo non sia disposto ad aprire un confronto. Mentre Confindustria, dal canto suo, ieri è tornata a chiedere riforme strutturali della previdenza. In un documento inviato al parlamento europeo, e presentato anche al presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, oltre che ai commissari Mario Monti e Pedro Solbes, gli industriali ribadiscono l’urgenza ´di interventi strutturali sulle pensioni, il primo dei quali è l’innalzamento dell’età effettiva di pensionamento’.

- Italia, mercato del lavoro bocciato. Le riforme del mercato del lavoro sono state anche al centro del convegno ´Dialogo sociale e politiche per l’impiego’, nell’ambito di Ergon 2003. Secondo una ricerca presentata da Michele Tiraboschi, docente dell’università di Modena e collaboratore di Biagi, l’Italia avrebbe il ´peggior mercato del lavoro di Europa’.

Secondo lo studio, quello che manca sono i servizi reali alle persone in cerca di occupazione, che andrebbero invece sviluppati sulla falsariga delle migliori esperienze europee di ´personal service’. In proposito, la ricerca cita come passo positivo l’articolo 1 della riforma Biagi (legge n. 30/2003), che liberalizza il collocamento per favorire ´il raccordo tra pubblico e privato’. Una riforma che però preoccupa una parte degli operatori, che temono un Far west nel collocamento. Secondo Natale Forlani, a.d. di Italia lavoro, però, ´i cambiamenti del mercato potranno essere gestiti al meglio dalle parti sociali se queste avranno la capacità di modernizzarsi, soprattutto nella sfida dei servizi relativi al collocamento’. (riproduzione riservata)