“BladeRunner” Tv, l’Unione nella trappola del Cavaliere

01/03/2006
    mercoled� 1 marzo 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    ANALISI - INVECE DI PARLARE DI TEMI FORTI COME L’ECONOMIA, RISPONDE ALLE �INVENZIONI� DEL RIVALE

      Tv, l’Unione nella trappola del Cavaliere

        Klaus Davi

          LA campagna elettorale � gi� partita da alcune settimane, e al di l� dello scarto tra i due schieramenti, � gi� possibile tirare un primo bilancio sui messaggi e sui temi che i due poli hanno maggiormente affrontato.

            Iniziamo subito col dire che l’Unione non � riuscita, per ora, a mettere a segno l’obiettivo pi� importante: offrire attraverso mass media e tv una prospettiva in cui il maggior numero di italiani possa o meno identificarsi. Basta scandagliare le priorit� tematiche toccate finora dal centro sinistra per rendersi conto di questa debolezza. Nella miglior tradizione onanistico/autoreferenziale, infatti, l’opposizione tra l’1 gennaio e il 24 febbraio 2006 ha dedicato a se stessa quasi sei ore delle sue dichiarazioni. Per capirci: un tema centrale come l’economia, su cui l’Unione dovrebbe concentrare la maggior parte dei propri sforzi elettorali, ha occupato poco pi� di novanta minuti nelle dichiarazioni totali dei propri esponenti, finendo al quinto posto tra le principali issue trattate. Insomma, invece che affrontare questioni come caro vita, scuola o impoverimento del ceto medio, la nostra gauche � costretta a parlare di Unipol, al secondo posto assoluto nel minutaggio del centrosinistra, spia perfetta di come Prodi e compagni siano stati schiacciati all’angolo dall’agenda setting dettata da Berlusconi.

              Non a caso, proprio l’antiberlusconismo, che non � affatto stato archiviato a sinistra in questi anni, occupa il quarto posto della top ten. Distanziando un concretissimo tema come l’occupazione, che finisce in sesta piazza. Morale: gli unionisti paiono molto pi� preoccupati di discettare di par condicio (nono posto) che di scuola (non compare nemmeno nella top 50), tasse (27� posto), grandi opere (12�), crisi del gas (13�), Tav (34�), famiglia (42�) e metalmeccanici (46�). Un paradosso, quest’ultimo, con tutto quel che significa, in termini simbolici, nella cultura della working class questa categoria di lavoratori. Una rimozione che la dice lunga sul target a cui si rivolge il messaggio unionista.

                Ma come si sta muovendo Prodi? Premesso che le sue comparsate in tv sono circa un quarto di quelle di Berlusconi, dai dati si evince comunque bene quali siano i temi che pi� stanno a cuore al Professore: ancora una volta, purtroppo, primeggia il contenitore Unione con le sue fibrillazioni (lista unitaria, Ulivo, partito democratico e via elencando), che si mangia addirittura il 38 per cento degli spazi totali; poi il tema elezioni 2006 (24 per cento), mentre per arrivare al primo argomento di interesse pubblico, popolare, bisogna scendere un bel po’ in classifica: � l’occupazione, che conquista un misero 10 per cento.

                  Non stupisce, allora, guardando questi dati, che la controffensiva berlusconiana stia producendo un qualche effetto. Intanto perch� la Cdl pu� contare sul triplo degli spazi rispetto all’Unione. E poi perch� alterna colpi bassi mediatici come il polverone Unipol, alla promozione a tappeto dell’attivit� concreta svolta dal governo. Capitolo, questo, che occupa il primo posto nella scaletta delle issue trattate, con un occhio di riguardo (il 50% del minutaggio totale) rivolto soprattutto all’elettorato cattolico e ai suoi temi forti: fecondazione, scuola, Chiesa e religione, coppie di fatto, famiglia e aborto.

                    Ovvio: Berlusconi e i suoi non hanno troppa voglia di parlare di economia, e lo si capisce dalla posizione che occupa il tema (appena il settimo posto, dopo che nel 2001 era stato il cavallo di battaglia del contratto di Berlusconi). Per� a differenza dell’Unione riescono a proiettare un’immagine ben precisa di societ�, piazzando all’ottavo posto la legge sulla legittima difesa.

                      Insomma la differenza per ora � tutta qui: attraverso i mass media non passa un’idea di societ� al modo unionista. Netta, percepibile. Cosa che invece sta riuscendo al centrodestra. Considerando poi che l’Unione controlla RaiTre, forse sarebbe auspicabile un uso pi� sinergico degli spazi a disposizione. Con questi chiari di luna, infatti, il confronto televisivo potrebbe rivelarsi decisivo. Non basta. Visto l’andazzo autoreferenziale che caratterizza l’Unione di questi tempi, forse potrebbe essere proprio una donna a riposizionare i dibattiti gauchisti su temi pi� concreti. Quindi via libera alle sedi istituzionali come Ballar� e Porta a Porta, ma sarebbe interessante anche valorizzare contenitori gestiti da ancorwomen come Uno Mattina con Monica Maggioni o Sky Tg pomeriggio di Maria Latella. Diversamente, il distacco potrebbe ulteriormente ridursi.