“BladeRunner” Troppo fair play sul fisco, ansia nell’Unione

30/03/2006
    gioved� 30 marzo 2006

    Pagina 2 – La battaglia elettorale

    LA STRATEGIA DELLA REPLICA ELEGANTE AL CAVALIERE RISCHIA DI FAR PASSARE L’IDEA CHE IL CENTROSINISTRA SIA SOSTENITORE DI LACRIME E SANGUE

      Troppo fair play sul fisco, ansia nell’Unione

        retroscena
        Fabio Martini

          ROMA
          Nel palazzetto dello sport di Latina, la citt� pi� �nera� d’Italia, sta parlando Romano Prodi e i vecchi militanti della sinistra si guardano attorno: tanta gente in tanti anni non l’avevano mai vista, perch� da queste parti il �tutto esaurito� lo faceva Giorgio Almirante e ora – quando va bene – Gianfranco Fini. Ad una folla che applaude qualsiasi cosa, il Professore prova a spiegare la sua ricetta fiscale e lo fa col consueto passo: ordinatamente, punto per punto. Dietro al palco c’� Beppe Fioroni, della Margherita: �Speriamo che basti…�. Gi� sindaco di Viterbo, dirigente di scuola andreottiana con il polso del �territorio�, Fioroni d� voce a chi teme che il messaggio berlusconiano sulle tasse possa far �danni�: �Il risultato finale delle elezioni non sembra in discussione, ma attenzione alle fasce di elettorato di tradizione contadina, un tempo abituate a mettere i soldi sotto il materasso. Penso alla cultura del piccolo risparmio del Mezzogiorno, ad alcune provincie di Lazio e Abruzzo�. Dice il pugliese Pino Pisicchio, gi� deputato della Dc nella corrente di Donat-Cattin: �Una cosa � certa: tasse � una di quelle parole che in campagna elettorale non va mai usata e semmai bisogna costringere gli altri a farlo�.

            All’Unione non tutti sembrano averlo capito. Con quello slogan secco (�Tasseranno Bot, patrimoni e successioni�) il messaggio immediato di Berlusconi riguardava i titoli di Stato, ma quello subliminale era un altro. Attenzione perch� la sinistra vuole mettere mano sulla vostra �roba�: i risparmi e la casa. Vero, verosimile o non vero, conta poco. E’ un pugno nello stomaco, secondo le tecniche consolidate degli spin doctor americani che – dalla campagna elettorale vittoriosa di Bush padre nel 1988 – hanno via via affinato la tecnica del colpo sotto la cintura. Una strategia alla quale, sinora, Prodi ha risposto in punta di fatto, ma senza mai urlare (come qualcuno gli ha consigliato) �Berlusconi bugiardo!�. O senza cedere alla tentazione, aleggiata per 48 ore, di rispondere alla strategia della paura con la stessa moneta, con slogan del tipo: �E voi volete smantellare lo Stato sociale�. Una reazione che � la conseguenza di una strategia pensata a tavolino e che gli strateghi di Prodi spiegano cos�: gli istituti di sondaggio hanno stabilito che una fascia di elettorato ha deciso per conto proprio che Berlusconi � stato una delusione e dunque sarebbe un errore �interferire� su quel segmento con una campagna rissosa. Ma la vera chiave per interpretare il Prodi �oxfordiano� sul fisco � un’altra: i sondaggisti dicono di sapere interpretare gli orientamenti di quell’80% di elettori che solitamante va a votare, ma si dichiarano incapaci di capire come voterebbero gli apatici della politica, quelli che solitamente si astengono. E nell’incertezza, il consiglio degli esperti � uno solo: Prodi eviti una campagna elettorale rissosa, che potrebbe risvegliare gli astensionisti cronici. Ma se la strategia dei prodiani ha una sua logica, la tattica con la quale � stata gestita la �partita fiscale� sta mostrando l’assenza di quella che gli americani chiamano la �War room�, la sala operativa interpartica che – dal Clinton del 1992 in poi – nelle pi� evolute campagne elettorali ha il compito di monitorare i media, fissare agende, anticipare i tiri mancini, amalgamare e diramare i messaggi. Luned� 20 marzo Giulio Tremonti per la prima volta attacca duro: Prodi far� la patrimoniale, tasser� Bot e Cct anche retroattivamente. Da quel momento, le repliche non risultano coordinate. Prodi nega tutto e dice che Berlusconi �fa terrorismo�, �attribuisce imposte che non ci sognamo neanche�. Col passare dei giorni sostiene che i Bot non saranno tassati, ma poi precisa che l’aliquota del 20% varr� su quelli di nuova emissione. Due giorni fa Fausto Bertinotti ipotizza �una esenzione per i Bot sotto i 100.000 euro� e a Ballar�, incalzato da Berlusconi, il leader comunista fa una sua personale stima sulla tassa di successione (�si potrebbe ripristinare la soglia dei 350 milioni di lire�) che successivamente Prodi ha smentito. Dice l’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando: �La campagna di Berlusconi sarebbe molto pericolosa se fosse candidato per la prima volta: ma oramai qualsiasi cosa dica, lui non � pi� credibile perch� ha gi� governato�. Un po’ diverso il parere di Enzo Carra, gi� portatovoce della Dc e oggi alla Margherita: �Bisogna riconoscerlo: il messaggio berlusconiano sulle tasse sta passando. Non � un colpo da kappa� ma forse Prodi farebbe bene a dare solennit� alla sua risposta, immaginando su questo tema una comunicazione diretta al Paese, qualcosa che somigli ad un patto con gli italiani�.