“BladeRunner” Tradimento! Il 24 luglio del Cavaliere

21/03/2006
    marted� 21 marzo 2006

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    CORSA ALLO SGANCIAMENTO ALLA VIGILIA DEL VOTO L’OMBRA DEL SOSPETTO SFIORA ANCHE I FEDELISSIMI

      Tradimento! Il 24 luglio del Cavaliere

        Mattia Feltri

          ROMA
          Piccoli indizi. Ieri mattina il direttore del Tg5, Carlo Rossella, indossava le Clarks: non tradisce. Indizi piccolissimi: mentre insolentiva Silvio Berlusconi, Diego Della Valle elogiava pretestuosamente Giulio Tremonti (�un’invasione fatta malamente durante un convegno di grande qualit�, tra l’altro nel momento in cui Tremonti stava intervenendo in un modo ottimo�); Tremonti tradisce. C’� una dolcezza crepuscolare, in questo gioco, ma tutti osservano tutti. E mentre nelle immediate propaggini del premier � vietato dubitare della vittoria – manifestazione di disfattismo e intelligenza col nemico – appena pi� in l� si passa il tempo a riconoscere i congiurati del 25 luglio e gli irriducibili di Sal�, quelli che abbattono il capo indebolito e quelli che restano al suo fianco anche sul lungolago di Dongo.

            I dissimulanti
            Piccoli indizi, non servono prove, e in fondo nemmeno motivi, bastano i pretesti. Per esempio, che fine ha fatto Renato Schifani? Dove si sfoga il furore un tempo al servizio della causa? E Gianfranco Miccich�? Era l’uomo del sessantuno a zero in Sicilia, e adesso che fa? Entrambi muti, al massimo sussurranti. E’ la Sicilia che se ne va, magari con uno sbuffo altezzoso, alla Stefania Prestigiacomo, della quale i fedeli, spesso per bocca dei vicefedeli, non sospettano: hanno la certezza. Non tradir�: ha tradito. Il referendum sulla fecondazione assistita, le quote e la cronaca rosa sono la sua giusta causa.

              E’ un gioco dolce e un po’ paranoico. E infatti si denunciano i traditori plateali e i traditori dissimulanti. Qualcuno elenca le copertine di Panorama: eccesso di zelo. Il direttore, Pietro Calabrese, viene dal �Messaggero� – snodo fondamentale di questo moderno fascismo e antifascismo. �Ciclone Silvio�, �DisUnione� e �L’avvelenata� (la campagna elettorale) sono alcuni fra gli ultimi slogan di prima pagina. �Si prepara l’alibi�, spiegano i dietrologi ricordando, appunto, che Calabrese viene dal Messaggero. Come Paolo Bonaiuti, per esempio, di cui si racconta la segreta soddisfazione quando questo giornale descrisse la sua ira dopo il faccia a faccia fra Berlusconi e Romano Prodi. Bonaiuti prese a calci le auto e grid�: �Non mi ascolta mai!�. Al punto che Bonaiuti deve ora essere accreditato di un’autonomia di pensiero, e tanto pi� lo � se la solita gola profonda subito dopo chiam� e disse: �E’ vero! E’ vero! A calci le macchine. Nero! Furibondo! E non avete visto che ha fatto nello studio…�.

                Il gioco di Formigoni
                Un bel Monopoli partito, per forza, sulle pagine del Foglio. In un editoriale, Giuliano Ferrara parlava del 24 luglio, di Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini che aspettano soltanto l’ordine del giorno di Dino Grandi. Ci si buttano Europa, Marco Travaglio sull’Unit�. Aldo Cazzullo, sul Corriere, sente Antonio Socci e Vittorio Sgarbi, che per� avevano la trasmissione tv e il sottosegretariato e ora non pi�, quindi n� 25 luglio n� Sal�, semmai un po’ di villeggiatura a Ventotene. E adesso squillano i telefoni per ragguagliare sulle calzature di Rossella, disperato amico sia di Berlusconi sia di Della Valle. Telefonano e dicono: �A pensarci bene, a differenza di Sandro Bondi, Bonaiuti non ha mai dormito ad Arcore�.

                  Adesso una delle teorie �, appunto, che Tremonti si offrir� come riserva della democrazia, dandosi il profilo di una figura alla Giuliano Amato. Un’altra riguarda i cattolici: tradiranno tutti. Nessuno salva don Gianni Baget Bozzo, si ritira fuori un suo corsivo un po’ ambiguamente filo-casiniano. Lo si appaia alla difesa critica del Berlusconi moderato da Clemente Mimun (che non tradisce). E per non parlare di Roberto Formigoni. Bisogna fare un triplo salto mortale ma lui � il congiurato fra i congiurati. Dunque, schiera apertamente per la prima volta col centrodestra la Compagnia delle opere, cio� l’officina danarosa di Comunione e liberazione; ma non sono voti per il premier, semmai per s�, da leader dell’opposizione.

                    Occhio a Gianni Letta
                    Nessuno scampa alla denuncia. Gli editorialisti del Corriere, Ernesto Galli della Loggia e Sergio Romano, hanno offerto recentissimi editoriali vivisezionati e dichiarati �neomielisti�. Per la candidata a sindaco di Milano, Letizia Moratti, si pronosticano anni di istituzionalit� rigida e sorda ai gingle di partito. Per Beppe Pisanu un’irresistibile nostalgia della giovent� democristiana. Per Franco Frattini una carriera nelle burocrazie internazionali, per cui rimpatrier� ignaro di tutto. Restano al di fuori di ogni sospetto Paolo Guzzanti, troppo impegnato a cercare i traditori in Mitrokhin per tradire in proprio, ed Emilio Fede. Quanto a Bruno Vespa, lui � come Ignazio Silone: quinta colonna o agente dell’Ovra? Impossibile stabilirlo in questa vita. E semmai occhio a Gianni Letta: come suo nipote Enrico piace di pi� a destra, cos� lui piace di pi� a sinistra. E viene dal �Tempo�, altro giornale romano.