“BladeRunner” Torna il premier-Masaniello

09/03/2006
    gioved� 9 marzo 2006

    Pagina 4 – Primo Piano

    LA �SVOLTA DEL CORSERA� – IL CAVALIERE AI SUOI: SONO SICURO CHE CI PORTER� VOTI IN PI�

      Torna il premier-Masaniello
      �Finalmente il re � nudo�

        �Ora faremo una campagna contro questo establishment�

          retroscena
          Augusto Minzolini

            ROMA
            Ieri Silvio Berlusconi � stato protagonista di una sequenza al cardiopalma in quel tempio della polemica politica che � diventato Porta a Porta: prima ha detto che non avrebbe mai rinunciato alla conferenza finale da presidente del Consiglio; poi, ha accusato Prodi di essere un coniglio, di non volersi confrontare; quindi, ha minacciato di presentarsi luned� in Rai anche senza il Professore, �voglio vedere se non apriranno i cancelli al presidente del Consiglio�; ed ancora, ha accusato il Corriere della Sera di Paolo Mieli, colpevole di aver dato un’indicazione di voto in favore del centrosinistra, di essere come l’Unit�; e dopo aver sparato sul Corrierone, ha lanciato cannonate contro la Rai (�una protesi della politica�) annunciando che se gli italiani gli daranno il 51% dei voti la metter� sul mercato; �en-passant� ha dato dell’ingrato al presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo; e infine, cambio di marcia, per assicurarsi il duello con Romano Prodi ha detto l’esatto contrario di quanto aveva annunciato all’inizio: ha rinunciato alla conferenza stampa, accusando per� il candidato dell’Unione di aver �violato le regole�.

              Il Cavaliere ha resistito, � indietreggiato e ha rilanciato. Nel giorno in cui si � ritrovato contro tutti – poteri forti, Rai, giornali – Berlusconi si � spogliato del ruolo di capo del governo e si � calato in quello a lui pi� congeniale di Masaniello. O meglio, da buon Zelig li ha alternati. Secondo i suoi comodi. E anche se si trova in una situazione difficile, complessa e senza alleati, ha subito abbozzato una nuova campagna elettorale, quella che lui pi� predilige: cio�, la campagna contro il Palazzo e contro quell’establishment che non lo ha mai accettato. Anche se pu� sembrare �surreale� l’idea di un premier che si atteggia a grande oppositore, infatti, almeno in �teoria� pu� anche funzionare. Di sicuro � il tipo di campagna elettorale in cui il Cavaliere riesce meglio o forse l’unica che sa fare: era all’opposizione nel ‘94, nel ‘96, nel 2001 e da ieri, cio� da quando la Rai gli ha imposto di rinunciare alla conferenza stampa finale e il Corriere-istituzione si � schierato apertamente contro di lui, Berlusconi si presenter� da oppositore anche alle elezioni del prossimo aprile. O, almeno, questa � la sua intenzione.

                Ecco perch� ieri mattina la sorpresa e la rabbia del Cavaliere per l’uscita del Corriere non � durata molto. Qualche giorno fa in un cena a due in un ristorante fuori Roma, Mysotis a Torre Gaia, il premier aveva capito che con Montezemolo non era pi� in sintonia. �Meglio cos� – ha spiegato ieri mattina ai suoi collaboratori -. Ora � diventato tutto pi� chiaro. Il Re � nudo. In questi anni abbiamo sempre avuto il Corriere e i suoi editori contro. Dal ‘95, quando pubblicarono l’avviso di garanzia che port� alla fine del mio primo governo. Per arrivare a questa legislatura in cui hanno sempre dato spazio ai nostri alleati purch� sparassero contro di noi. Tant’� che ancora oggi Casini difende Montezemolo. Ora finalmente si sa che il Corriere � come l’Unit�, che nella Rai il sottoscritto non conta un fico secco, che il vertice della Confindustria – che � cosa ben diversa dagli imprenditori visto che quelli lombardi, i veneti e altri non lo appoggiano pi� – sta con il centro-sinistra. Insomma, � la dimostrazione di quanto per noi � stato difficile governare, perch� eravamo s� al governo, ma anche all’opposizione di quel Palazzo che non vuole cambiare. Proprio per questo la nostra sar� anche una campagna d’opposizione a questo establishment e sono sicuro che ci porter� voti�.

                  Uno �schema�, inutile dirlo, che piace anche ai suoi pi� stretti consiglieri. �Forse esagerer� – osserva Mario Valducci, uno degli esperti in marketing politico del Cavaliere – ma la scelta del Corriere ci favorir�. In campagna elettorale � meglio stare fuori il Palazzo che non dentro�. �Berlusconi – sostiene Fabrizio Cicchitto – � sempre stato un “outsider”. La prima campagna elettorale l’ha fatta contro l’establishment giudiziario. Questa la far� contro quello politico-bancario. In fondo i nemici � meglio averli davanti che dietro le spalle. Del resto che l’aria fosse questa lo si era capito in queste settimane: il Corriere all’improvviso ha smesso di pubblicare intercettazioni sul caso Unipol. Deve essere intervenuto un compromesso: i ds hanno smesso di dare l’assalto all’attuale sistema e bancario e gli editori del Corriere, che ne sono l’espressione, sono venuti a patti�.

                    Cos� il Cavaliere, che conosce a memoria brani dell’�elogio della follia� di Erasmo da Rotterdam, sembrer� paradossale, ma a quanto pare � contento che i suoi avversari gli abbiano dato la possibilit� di tornare ad indossare i panni del Masaniello. Qualcuno addirittura azzarda che abbia fatto di tutto per provocare una simile situazione. La sua �follia�, se � tale, in fondo ha sempre un metodo, una sua lucidit�. Anche ieri, quando ha improvvisamente rinunciato alla conferenza stampa finale da presidente del consiglio. Lo ha fatto solo alla fine, quando ha capito che in Vigilanza il centro-destra non aveva pi� la maggioranza visto che alcuni suoi parlamentari non sono stati ricandidati e, quindi, difficimente avrebbero accettato la disciplina di partito se si fosse arrivati in uno scontro nella commissione parlamentare. Ma prima di cedere, Berlusconi ha aspettato che Prodi non potesse pi� tirarsi indietro dal duello di fronte a una sua rinucia alla conferenza stampa finale. Una rinuncia che fino ad un certo punto � tale: il Cavaliere, infatti, come leader di Forza Italia parteciper� in ogni caso all’ultima della serie di conferenze stampa che il regolamento assegna ai partiti. Anche in questo caso, quindi, avr� il diritto a dire l’ultima parola. In pi�, a questo punto, il Professore difficilmente potr� porre altre condizioni sulla trasmissione che ospiter� il duello e sul nome del conduttore: al 99% sar� un altro Porta a Porta gestito da Bruno Vespa. Cos�, a ben vedere, anche in questo negoziato dell’ultima ora Berlusconi ha ottenuto il confronto con Prodi a poco prezzo. E nella strategia della campagna elettorale per il Cavaliere i due dibattiti con il Professore sono essenziali.

                      L’altra sera il premier ha seguito insieme ai suoi consiglieri la performance di Prodi a Porta a porta. �Vedete come gli tremano le mani – ha commentato -. Non risponde alle domande perch� non le capisce. Non ci sta…�.