“BladeRunner” Sarcinelli: in vendita anche i ghiacciai

05/04/2006
    mercoled� 5 aprile 2006

      Pagina 5 – La battaglia elettorale

        Sarcinelli: in vendita anche i ghiacciai

        ROMA
        �Ma lo sa che nel conto avevano messo anche i ghiacciai?�: Mario Sarcinelli, ex presidente della Bnl, ex direttore generale del Tesoro, non da oggi � critico dei piani di cessione del patrimonio pubblico che si stanno elaborando al Tesoro, e che sono stati inseriti ora nel programma della Casa delle libert�.

          In che senso, i ghiacciai?

            �Nel conto patrimoniale delle amministrazioni pubbliche inviato al Parlamento – risponde Mario Sarcinelli, – nel valutare l’insieme dei beni pubblici avevano considerato tutto, anche beni naturali indisponibili: le cifre vengono da l�.

              Per� Tremonti precisa che il programma elettorale riguarda solo i beni che possono essere collocati e valorizzati.

                �S�, ma in quella quota di beni ritenuti alienabili (c’� scritto indice di disposability, perch� quando non si vogliono far capire le cose si usa l’inglese) c’� il 70% degli immobili destinati ad usi governativi e collettivi…�.

                  Vendere il Colosseo, secondo la solita battuta?

                    �Diciamo un rischio che dopo la vendita di tutti questi beni il presidente della Repubblica debba pagare l’affitto per abitare al Quirinale. Inoltre, nella lista di ci� che � cedibile compare il 30% dei beni di valore culturale, bibliotecario ed archivistico. E davvero vogliamo liberarci di ci� che pi� caratterizza il nostro Paese nel mondo, di ci� che pi� rappresenta l’identit� dell’Italia, il patrimonio culturale? Vogliamo che sia acquistato e portato via da qualche nababbo americano? Dal sacco di Roma al sacco d’Italia! O come Vincenzo II Gonzaga duca di Mantova, che pass� alla storia per aver svenduto al re d’Inghilterra, nel 1626, una delle pi� belle collezioni di arte italiana�.

                      Tremonti parla di �azioni, aziende, immobili, diritti di concessione�.

                        �Ma la cifra di 700 miliardi di euro per il valore totale del patrimonio alienabile viene da quel calcolo su tutte le voci. Per valorizzare bene il diritto di concessione su una spiaggia, ad esempio, � probabile che lei debba permettere di costruirci sopra. O no?�.

                          Tutti i beni da cedere o da valorizzare dovrebbe essere collocati in una societ� per azioni. E’ realistico?

                            �Si butterebbe in questo contenitore una gran quantit� di beni disparati, che per la maggior parte sono in grado di produrre pochissimo reddito. Si formerebbe un megaconglomerato con un patrimonio enorme, con una variet� e una complessit� di problemi del tutto inedita, con un potere che nessuna amministrazione pubblica ha mai avuto in Italia. Susciterebbe appetiti formidabili nei partiti, negli interessi costituiti�.

                              Questa societ� dovrebbe emettere azioni e collocarle sul mercato, garantendo un congruo reddito.

                                �Se si tratta di azioni, come precisato, per collocarle occorre dare al mercato la garanzia del reddito futuro. E’ pi� facile immaginare che le azioni di un simile conglomerato sarebbero valutate molto poco; in questo caso sarebbe esposto a tentativi di scalate per poterlo vendere a pezzi, con quello che tecnicamente si chiama asset stripping. Ma pi� probabilmente, perch� il collocamento riuscisse occorrerebbe in un modo o nell’altro la garanzia dello Stato sui redditi futuri, e quindi il problema del debito pubblico non sarebbe risolto�.