“BladeRunner” Romano sul ring due ore

10/03/2006
    venerd� 10 marzo 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    IL CAVALIERE E IL PROFESSORE
    � LA SUA SQUADRA A BOMBARBARLO DI DOMADE A OGNI VIGILIA

      Romano sul ring due ore
      E i suoi �picchiano duro�

        retroscena
        Antonella Rampino

          ROMA
          In piedi, dietro un podio senza pedane per non alterare la percezione dello spettatore. In piedi perch�, dei celebri confronti Nixon-Kennedy, il risolutivo per Jfk fu proprio quello, l’ultimo, che si consum� non da seduti. A distanza regolamentata, almeno tre metri. Con risposte a tempo contingentato a domande poste in maniera semplice da un conduttore che � poco pi� che un notaio (�il vigile urbano� lo definisce Rodolfo Brancoli): un paio di minuti per la risposta, un minuto e mezzo massimo di replica dell’avversario. Il classico semaforo di tutti i dibattiti americani, compresi quelli dei pi� sofisticati think-tank, col verde per il via libera, il giallo per avvisare che sta per arrivare il rosso. Nessun appunto a disposizione dei due candidati, ma via libera a carta e penna. E le telecamere che non possono inquadrare �il candidato A quando parla il candidato B� (e nemmeno le rispettive nuche), come letteralmente recita il famoso protocollo che gi� due settimane fa, ben prima che al presidente Rai Petruccioli, lo spin doctor di Prodi Sircana ha fatto avere a Bonaiuti. Adesso, quel �papiello� che ricalca il famoso protocollo Bush-Kerry, Bonaiuti lo ha ritirato fuori dal cassetto. E su quello da stamattina si confronteranno.

            Ma mentre gli sherpa lavorano, i leader si allenano. Il ring di Prodi � una �sala del Caminetto�, ariosa e con lievi stucchi neoclassici, lo studio del Professore a piazza Santi Apostoli. Di volta in volta, Sircana, Santagata, Brancoli, Sandra Zampa (ma anche i suoi ragazzi dell’ufficio stampa), seduti attorno all’enorme scrivania di lacca nera (Ricky Levi e altri ascoltano e analizzano seduti sui divani di canapa bianca) lanciano la palla: il Professore deve raccogliere e rilanciare. Le domande a bruciapelo sono espunte direttamente dai dibattiti tv, dal dibattitone politico imperante, o filtrate dall’immensa mole del dibattito in rete sul sito di Prodi e di quello sortito da un’altra opera monumentale, la Fabbrica del Programma. L’altra sera, mentre Prodi neanche aveva seguito Porta a Porta, lo staff a Roma coordinato da Sandra Zampa ha passato e ripassato l’ultima performance di Berlusconi, in maniera scientifica, errori, punti deboli, ma anche reazioni impreviste, tratti di disagio, cominciando a elaborare la strategia di risposta. �E’ evidente che in questa fase studieremo particolarmente l’avversario�, dice Sircana. �Ma Prodi � allenatissimo: non enfatizzate le riunioni nelle quali ci scambiamo il ruolo di couch, che sono l’ovvia preparazione di un candidato premier. Lui esce gi� da una scuola formidabile: cinque anni sotto i riflettori a Bruxelles, in un ruolo e in un luogo in cui non si fanno sconti a nessuno�, dice Santagata.

              Sar�. Di certo per� ogni giorno prima di un’apparizione tv del Professore, per un paio d’ore si va tutti sul ring. Prodi al suo posto, e i collaboratori che gli lanciano la palla: loro preparatissimi con paper (autore Ricky Levi), schede tecniche (Sandra Zampa e i suoi ragazzi), segmenti analitici tratti dal Programma (Giulio Santagata). Lui deve afferrarla, e rilanciare. Si dice perfino che per un match televisivo importante, forse il primo Porta a Porta, a fargli da sparring partner possa essere stato Giovanni Minoli: un intervistatore dalle armi affilatissime, un interlocutore difficilissimo da battere. Le polemiche che ne seguirono, con relative smentite, hanno fatto s� che l’episodio (se appunto � vero) non si sia mai ripetuto. Ma di certo Prodi e Minoli si stimano, si sentono spesso, consigli e pareri devono essere all’ordine del giorno.

                Altro punto sul quale si � a lungo lavorato, � l’autocontrollo. Quando l’allievo ha mostrato stress, � stato Santagata a sdrammatizzare con una battuta. �Prodi rilancia sempre, perch� � un diesel e ne � perfettamente consapevole, ma ha forte bolognesissimo senso dell’umorismo�. Raccontano che sia nata da uno di questi palleggi fuori contesto un’idea nuova: l’album di figurine, un disegno di Altan accoppiato a una frase di Prodi, da completare finanziando la campagna elettorale. Ma per l’autocontrollo, fondamentale lo sport: quattro ore di corsa a settimana. Ovunque Prodi si trovi, a Parigi con tre gradi sotto zero o (come ieri mattina) a Catania in mezzo alle auto. Il guaio � che a correre il Professore non ci riesce pi�. �E insomma, ma se mi fermano ogni due minuti per parlare del futuro dell’Italia, se devo chiacchierare coi camionisti e le ragazze a passeggio, come faccio a correre?� diceva ieri detergendosi il sudore alla fine dell’allenamento. Si son tutti messi a ridere: per ora, Romano, la corsa che deve vincere � un’altra.