“BladeRunner” Revival di orgoglio dc

31/03/2006
    venerd� 31 marzo 2006

      Pagina 2 – La battaglia elettorale

      L’ULTIMA STRATEGIA- RITORNO AL PASSATO, VOGLIA DI BALENA BIANCA

        Revival di orgoglio dc
        E il Cavaliere sogna la grande rimonta

        retroscena
        Augusto Minzolini

          ROMA
          Sulle scale dell’hotel Hilton uno degli ultimi cavalli di razza democristiani, Arnaldo Forlani, d� il benvenuto al congresso del Ppe e naturalmente parla delle prossime elezioni politiche usando quel lessico ricco di giri di parole che lo ha reso famoso. �C’� un gioco divertente – spiega -, un tressette alla rovescia che appunto si chiama “rovescino”. Vince chi perde di pi�. Ebbene sia Prodi, sia Berlusconi stanno facendo un mucchio di errori, ma in questo caso vincer� chi riuscir� a sbagliare di meno. Rispetto ad un mese fa l’esito del voto � molto pi� incerto. Bisogner� vedere chi far� meno errori d’ora in avanti. Ad esempio, avete visto che discorso netto ha fatto il Papa, mentre qui si fa solo fumo�.

            Polvere di stelle. Eppure mai come in quest’occasione da queste parti si respira democristiano. Sembra di essere tornati alla vigilia dei grandi scontri elettorali di una volta. Gli ingredienti ci sono tutti: dal Papa alle correnti che hanno preso le sembianze dei partiti del centro-destra, al simbolo �scudocrociato� che Gianfranco Rotondi ha portato in dote al Cavaliere. Da tempo ad esempio il messaggio inviato da un Pontefice non era cos� netto nei suoi contenuti come quello inviato ieri da Benedetto XVI al Ppe. Il Papa ha parlato di un’Europa dalle radici cristiane e ha posto principi non negoziabili: difesa della vita, famiglia fondata sul matrimonio contro i pacs. E dietro a lui tutto il mondo cattolico ha cominciato a farsi sentire: l’editoriale di Civilt� Cattolica ha ripreso i ragionamenti del Pontefice, mentre i vescovi toscani hanno lanciato un appello affinch� i credenti non disertino le urne. Tutta musica per le orecchie di Silvio Berlusconi e di Pier Ferdinando Casini che nei loro interventi dal palco dell’Hilton hanno subito ripreso la difesa delle radici cristiane dell’Europa. �Le parole del Papa sono un altro segnale che queste elezioni ce le possiamo giocare – ha osservato, invece, nella platea congressuale il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, riferimento politico di Cl -. Il Papa � stato chiarissimo, come del resto era stato chiaro nella sua prima Enciclica. La Chiesa non deve occuparsi della politica ma deve occuparsi dell’uomo, ma questo, appunto, significa che il cattolico deve impegnarsi in politica per la difesa dei principi cristiani. E nel centro-sinistra ci sar� pure la Binetti, che � una persona stimabilissima, ma ci saranno quel centinaio di parlamentari di Rifondazione che impediranno all’Unione di fare una politica filo-cattolica�.

              Nessuno lo dice apertamente per non mischiare il sacro con il profano, ma Berlusconi e Casini non potevano aspettarsi maggior aiuto dal Pontefice. �E’ stata quasi – confidava ieri uno dei biografi di papa Wojtyla, Jas Gawronski – una dichiarazione di voto�. Gi�, la Chiesa, il mondo cattolico e una grande dose di atlantismo: anche quella frase del premier, �gli Usa non avrebbero in simpatia una vittoria della sinistra in Italia�, � stato un remake democristiano. E ieri mentre tutti giuravano nella platea dell’Hilton che la partita in Italia � tutta aperta il Cavaliere ha confidato ai leader del Ppe una tesi che spesso usciva dalle bocche dei grandi capi dc. �La paura dell’ignoto – ha spiegato -, il non sapere che cosa far� un’eventuale nuova maggioranza, un eventuale nuovo esecutivo magari su temi importanti come le tasse e le pensioni, spesso porta la gente a premiare il governo in carica. E’ il motivo per cui Schroeder ha recuperato in due mesi 13 punti in Germania. Noi due mesi fa stavamo molto meglio di come stava l’ex Cancelliere tedesco per questo penso che alla fine la spunteremo�. Una �teoria� che sembra un’edizione aggiornata di una vecchia battuta di Giulio Andreotti: �Il potere logora chi non ce l’ha�.

                Ancora. Anche nei loro rapporti i leader del centro-destra hanno usato in questa campagna elettorale comportamenti simili a quelli che avevano i capi corrente dello scudocrociato: hanno marciato divisi per colpire uniti. Ad esempio, sono tre giorni che i giornali dedicano pagine su pagine alla manifestazione unitaria del centro-destra a Napoli mettendo in forse la partecipazione di Casini. A sentire l’interessato, per�, l’eventualit� di una sua diserzione non c’� mai stata. �Le dichiarazioni di Berlusconi contro di noi – ha osservato ieri il leader dell’Udc – sono solo un atto di autolesionismo. A me preme solo dare dell’Udc l’immagine di una forza tranquilla e serena. Qualcuno mi ha detto che non avrei dovuto partecipare alla manifestazione di Napoli. E perch�? Io ci vado�. Appunto, l’importante era conquistare titoli di giornali in campagna elettorale. Ma senza esagerare come Follini, che non per nulla nella platea dell’Hilton non ha molti estimatori. �Se non ci fosse stato lui – � la “stoccata” che gli ha dedicato ieri un altro ex dc finito nell’Udc, Vito Bonsignore – avremmo gi� vinto le elezioni�.

                  Anche l’ultima polemica, quella scoppiata ieri, ha poco senso. Berlusconi ha lanciato dal palco dell’Hilton l’idea di un partito unico dei moderati italiani che abbia le sembianze del Ppe. Fini ha detto che �non � una novit�. Casini, invece, ha detto la cosa pi� ovvia, pi� vera e pi� democristiana: aspettiamo le elezioni. Appunto, come nella dc i veri congressi erano le elezioni che decidevano leadership o politiche. E questo vale anche per questo centro-destra. Non per nulla ieri dietro al palco del congresso Formigoni faceva questo ragionamento a voce alta: �Se la sinistra perde, di l� succeder� il finimondo. Io penso che vinceremo, ma in caso contrario una sconfitta provocher� qualcosa di grosso anche da noi, visto che abbiamo perso dopo aver avuto per cinque anni il governo in un paese moderato. Dovremo fare una grande riflessione, e tutti ci dovremo spogliare dei nostri interessi personali. Ci vorr� un grande rinnovamento che non potr� essere rappresentato da chi ha fatto per cinque anni il ministro nel vecchio governo. Ci vorr� una riflessione vera per non rischiare di stare all’opposizione per vent’anni. Io comunque penso che vinceremo, e quando si parler� del nuovo Capo dello Stato dir� che Berlusconi � il mio candidato per il Quirinale�.