“BladeRunner” Prodi: cambio l’Irap, ma non in un colpo solo

20/03/2006
    sabato 18 marzo 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    IL CONFRONTO – IL LEADER DEL CENTROSINISTRA SOTTOLINEA LE �TANTE COINCIDENZE� FRA IL SUO PROGRAMMA E LE AMBIZIONI DELLE IMPRESE: �VI INVITO A FARE DELLE SCELTE�

      Prodi: cambio l’Irap, ma non in un colpo solo

        Il candidato premier agli industriali: pronti ad intervenire su maggioritario e concertazione

          Fabio Martini
          inviato a VICENZA

            Quando il Professore sale sulla grande pedana del �Padiglione G� della Fiera, dalla platea dei cinquemila imprenditori si alza un applauso breve, tiepido, di cortesia. Lui, Prodi, � scattante, cammina col passo della persona euforica: si siede sulla sua poltroncina ma appena sente il primo �non si vede�, si rialza subito, cerca la posizione giusta per essere visto da tutti. In quell’incipit c’� gi� tutto il senso di quel che accadr� nelle due ore successive al convegno di Confindustria: il Professore � cos� sicuro di vincere le elezioni da potersi concedere il lusso di parlare con crudezza persino sulla tassa che pesa sugli imprenditori: �L’Irap sar� corretta, ma tagliarla di colpo non � possibile, perch� d� un gettito di 35 milioni di euro�, �promettere che la cancelleremo � una cosa che non ha senso e quindi non ve la prometto�. E quanto alla platea, quell’applauso di approccio – tiepido ma rispettoso – si ripeter� per molte volte, pi� di quante si potesse immaginare: sulle venti domande poste da undici imprenditori, Prodi ha ricevuto una media di pi� di un applauso a quesito, totalizzando alla fine venticinque battimani. Con due picchi. Alla fine, quando Prodi parla di legge elettorale (�far� di tutto per tornare al maggioritario che assicura stabilit�) dalla platea si alza il battimani pi� caldo e la stessa intensit� accompagna il Professore nel momento del congedo. Prodi, che oramai ha imparato a misurare le platee, alla fine era soddisfatto: �S� lo sono, anche perch� il mio non � stato un comizio, ho invitato gli imprenditori a fare delle scelte. E comunque tra noi e Confindustria ci sono tante coincidenze�.

              Soltanto oggi, quando Tremonti illustrer� il pensiero dell’infortunato Silvio Berlusconi, sar� possibile una comparazione e dunque capire, sia pure in modo imperfetto, chi avr� vinto il duello a distanza davanti agli imprenditori di Confindustria. Ma gi� ieri sera era possibile un primo paragone con la proverbiale assemblea di Parma del 2001, quella nella quale Berlusconi disse �il vostro programma � il mio programma� e il candidato premier Francesco Rutelli fece un lungo, studiato discorso, circondato dal gelo di una platea orientata altrove. Per Prodi invece n� mormorii (che toccarono a Rutelli) ma neppure entusiasmi, semmai un diffuso, crescente rispetto. Certo, il leader dell’Unione aveva fatto una scelta a freddo, poi rispettata: Prodi non ha mai cercato l’applauso, non si era preparato battute per accattivarsi la platea, ma anzi ha invitato gli imprenditori a darsi da fare su tanti fronti, in particolare su quello delle liberalizzazioni delle aziende municipali locali.

                Ha funzionato il format gestito da Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore: invece di un discorso, il Professore � stato intervistato da imprenditori �di quarta generazione� che, pur senza aggressivit�, hanno posto al Professore domande concrete e precise. Il taglio del cuneo fiscale? �Ho fatto bene i conti: lo faremo di 5 punti nel primo anno, un ulteriore taglio dipender� dai conti pubblici�. Il fisco? �Lo voglio neutrale� ma eccezioni sono possibili per favorire �la crescita dimensionale delle imprese e l’innovazione�. La spesa pubblica? �Da 5 anni � fuori controllo, servir� una Maastricht interna, un patto di stabilit� sulle spese centrali e locali�. Con un governo dell’Unione i sindacati torneranno a dettar legge? �Quando i sindacati sono divisi, come nei trasporti, � un casino. Riprender� il sistema della concertazione: serve una Confindustria forte, un sindacato forte e un governo che alla fine decide�. Un viceministro per la piccola e media industria? �In Francia ha dato buona prova, ma bisogna chiarire che fa, altrimenti non serve�. I costi dell’energia? �In 5 anni si possono ridurre del 20%�. I furbetti del quartierino? �Una buona tassazione sarebbe stata opportuna�.

                  Alla fine, tra i commenti benevoli, quello di Marco Tronchetti Provera: �Sono stati affrontati i problemi reali con trasparenza e chiarezza�. Massimo Calearo, presidente di Federmeccanica: �L’Irap? Meglio esser sinceri che raccontar bugie�.