“BladeRunner” Pensate al futuro

15/03/2006
    mercoled� 15 marzo 2005

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      Pensate al futuro

        Federico Geremicca

          GIANFRANCO Fini aveva pronosticato uno spettacolo noioso. Altri, al contrario, ipotizzavano il replay di quanto accaduto tre giorni fa: un colpo di teatro, con Silvio Berlusconi che si alza e se ne va. Invece, n� una cosa n� l’altra. E se proprio bisogna dire di una sensazione rimasta appiccicata alla pelle, a video ormai spento, � piuttosto quella dell’inutilit�. Insomma, se il faccia a faccia tra Berlusconi e Prodi doveva servire almeno ad informare il cittadino elettore intorno ai programmi e alle intenzioni future dei due candidati premier, ecco, se questo era l’obiettivo, si pu� serenamente affermare che l’occasione � andata persa.

          Il premier ed il suo sfidante hanno duellato, certo. Ma � stata una sfida, la loro, quasi interamente condotta guardando al passato: Berlusconi a vantare i meriti e le opere del suo quinquennio, Prodi a contestare i primi e le seconde. E questo nonostante il fatto che le regole fissate, per quanto discusse – niente sovrapposizioni, nessuna interlocuzione diretta – sembrassero fatte apposta per permettere una esposizione serena e non caotica dei progetti e dei programmi per il futuro del Paese.

            A sipario calato, naturalmente, gli alleati ed i supporter dei due sfidanti sono scesi immediatamente in campo con trombe e bandiere per esaltare la vittoria del proprio leader. Chi ha vinto sul serio il primo round lo riveleranno, magari, i sondaggi commissionati (e il primo gi� assegna il successo a Prodi). Per il momento, per�, si pu� senz’altro dire che delle due occasioni che aveva a disposizione per recuperare lo svantaggio accumulato, Berlusconi ha mancato la prima. Il Professore � parso controllarlo tranquillamente: costringendolo, come un pugile in svantaggio di punti, a inseguirlo alla ricerca di un improbabile e disperato colpo da ko. Il premier ha provato ricorrendo al solito bagaglio: i Verdi che non vogliono le grandi opere, i centri sociali, il fatto che lo sfidante sarebbe null’altro che un prestanome dei �comunisti�. Niente da fare: Prodi schivava e ripartiva, ormai abituato a difendersi da argomenti cos�.

              Berlusconi � forse partito meglio, segnando un buon punto sull’Irap, tassa introdotta proprio dal Professore e che la Corte di Giustizia europea si accinge oggi a censurare. Ma � stato l’unico vero colpo messo a segno. Da l� in poi, infatti, Prodi ha cominciato a girare intorno sul ring, a macinare cifre e argomenti, rendendo vani gli affondi del Cavaliere. Per altro, pi� passavano i minuti, pi� lo stato d’animo dei due candidati – visto l’andamento del match – andava evidentemente mutando. Prodi sempre pi� tranquillo, Berlusconi sempre pi� nervoso: tanto nervoso da apparire rassegnato, verso la fine, quasi non credesse pi� nemmeno lui alla possibilit� di una vittoria. I testimoni raccontano sia andato via furente dagli studi Rai: e d’altra parte, il suo fiacco ultimo intervento – cominciato addirittura con le scuse per non esser riuscito a dire quel che voleva dire – � stato pi� impietosamente rivelatore di qualsiasi ammissione.

                Ora si attende la rivincita, che andr� in scena il 3 di aprile, quando al voto mancher� nient’altro che una manciata di giorni. L’interrogativo, naturalmente, � a quale strategia si affider� Berlusconi da oggi ad allora. E’ possibile, secondo alcuni, un ulteriore inasprimento dei toni, col ritorno massiccio in campo dell’armamentario noto: dal pericolo comunista alle toghe rosse, col tradizionale corollario di veleni, allusioni e magari intercettazioni. Difficile, secondo altri, che scelga la linea suggeritagli sin dall’inizio da qualche alleato pi� prudente: e cio� almeno un po’ d’autocritica per le promesse non mantenute e impegni pi� credibili e modesti per il futuro. Prodi, dal canto suo, sembra invece poter andare avanti cos�, cambiando poco o nulla nella tattica e nella strategia: era in vantaggio prima del match di ieri, oggi lo � ancor di pi�. In fondo, potrebbe bastargli star fermo e continuare a sfruttare gli errori del suo avversario. Fino ad ora ne ha fatti tanti, Berlusconi. Ed una montante disperazione potrebbe fargliene commettere ancor di pi�…