“BladeRunner” Nella Cdl via al tutti contro tutti

13/03/2006
    domenica 12 marzo 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

      DALLE INTERCETTAZIONI ALLA CORRUZIONE: IL CENTRO-DESTRA NEL MIRINO DEI PM

        Nella Cdl sotto assedio
        via al tutti contro tutti

          retroscena
          Mattia Feltri

            ROMA
            Ieri Silvio Berlusconi ha detto che l’inchiesta su Mediaset � un esempio di �giustizia a orologeria�. Pierferdinando Casini ha detto che �una parte della magistratura � militante e faziosa�. E Gianfranco Fini ha messo insieme le due cose: �La magistratura deve dimostrare di non essere faziosa o mossa da meccanismi ad orologeria�. L’aspetto straordinario sta nel fatto che ognuno parlava di un’inchiesta diversa. Berlusconi dell’affare Mills, Casini del segretario del suo partito, Lorenzo Cesa, indagato per truffa e associazione per delinquere, Fini del dimissionario ministro della Salute, Francesco Storace.

              Zitto, invece, Umberto Bossi. Qualcuno dei suoi, come Bobo Maroni, s’� limitato a rendere onore a Storace. Niente altro, perch� il capo leghista non vuole polemiche con la magistratura. Non adesso, almeno. Qualche giorno fa, il �Corriere della Sera� ha pubblicato i verbali in cui l’ex numero uno della Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani, racconta di essere andato a Montecitorio per consegnare 50 mila euro a Giancarlo Giorgetti, uno degli eredi designati di Bossi, e di essere stato respinto: �Semmai aiuta il Varese calcio�, gli avrebbe detto il deputato. Nulla: da via Bellerio n� proteste n� commenti. E non ce ne furono nemmeno quando, lo scorso gennaio, la Guardia di Finanza perquis� la casa dello stesso Giorgetti sebbene, tecnicamente, il provvedimento riguardasse la moglie Laura, coinvolta in un’inchiesta su fondi regionali.

                Certe rabbie plateali della scorsa estate, quando ai guai di Fiorani vennero associati quelli del correntista Roberto Calderoli e quelli di Credieuronord, la fallimentare banca leghista, sono considerate controproducenti dal capo. Ma non � tutto. E’ una questione di solidariet� e di prospettive. Per quanto riguarda la solidariet�, Bossi e Giorgetti ritengono che Calderoli ne abbia ricevuta pochissima nell’affare della maglietta anti-islamica. Esattamente come Fini ritiene che il suo partito ne meritasse di pi�, con tutta quella riservata negli anni al premier. Un premier, per�, persuaso che quella degli alleati arrivasse s� puntuale, ma formale e fredda.

                  Cos� ieri ognuno pensava a s�. In effetti il bombardamento � tosto. Non c’� partito della coalizione che non abbia grane giudiziarie, e ce ne si rende conto compiutamente al termine di una settimana terribile, durante la quale Confindustria e �Corriere della Sera� si sono messi apertamente con Romano Prodi. E allora il povero Cesa ha avuto buone parole soltanto da quelli del suo partito. E nemmeno troppo calorose, visto per esempio che Bruno Tabacci ha ripetuto una teoria pi� in voga a sinistra: �Ci si difende nel processo e non dal processo�. E visto, altro esempio, che il suo predecessore, Marco Follini, ha manifestato �fiducia nella magistratura e fiducia in Cesa�. Nell’ordine. Perch� Follini � convinto che l’assalto delle procure, se di assalto si tratta, sarebbe stato facilmente respinto qualora il centrodestra avesse governato bene: allora sarebbe davanti nei sondaggi e teorizzerebbe con successo l’ipotesi del complotto.

                    Naturalmente il proporzionale c’entra. E pi� le cose vanno male, meno si � disposti al mutuo soccorso. E’ evidente soprattutto a destra, dove Alessandra Mussolini e Adriano Tilgher sono elettrizzati. �Abbiamo visto dov’era il marcio�, ha detto Tilgher, mentre Alessandra, dopo aver ricevuto da Berlusconi le rassicurazioni che Fini avrebbe voluto per s�, ha chiesto la decapitazione di Storace per indegnit�. E proprio nel momento in cui Fabio Rampelli, candidato di An alla Camera, ha riproposto la venatura politicamente corretta del partito dichiarandosi sconcertato per la sentenza pronunciata dalla Mussolini davanti a Vladimir Luxuria: �Meglio fascista che frocio�.

                      Con una coalizione assediata da fuori e discorde all’interno, Berlusconi tenta di tenere insieme quel che pu�. Ma ha capito che tutti stanno pensando a che fare dopo le elezioni. Bossi lo ha gi� detto a �Panorama�: �Se perderemo, avremo mani libere�. L’idea � di affrontare il quinquennio all’opposizione, in solitaria, con un leader in costruzione (Giorgetti) per progettare il partito del dopo-Bossi. Conoscendo l’indole estemporanea della Lega, � una strategia molto, molto ambiziosa. Ma intanto, mentre i tre Roberti (Calderoli, Castelli, Maroni) stavano a Roma, in Lombardia si � affermata la corrente dei giovani padani, sfrontati antiberlusconiani cui sono stati lasciati imprudentemente il controllo del territorio e della Radio Padania. Senza contare che Bossi gode come un pazzo quando pu� far fuori i suoi (presunti) colonnelli. Cos�, nonostante l’encomiabile e attivo ottimismo di Berlusconi, resta l’immagine di una coalizione dentro la quale sembra che ognuno ormai pensi a come salvare la pelle, e a che farne dopo averla portata a casa.