“BladeRunner” Maroni: se perdiamo sciolto il patto con la Cdl

05/04/2006
    mercoled� 5 aprile 2006

      Pagina 9 – Primo Piano

        Maroni: se perdiamo sciolto il patto con la Cdl

          Il ministro del Welfare: noi a sinistra? Non escludo nessuna alleanza

            MILANO - Roberto Maroni illustra la politica delle �mani libere� della Lega, non dissipando del tutto l’intenzione di passare nel campo avversario: �Se perdiamo – premette – il patto con la Cdl si scioglie in maniera naturale�. E a quel punto �nessuna alleanza � esclusa�. Nemmeno con la sinistra, a condizione per� che quest’ultima abbandoni la pregiudiziale anti-Carroccio. �� difficile, se non impossibile – fa notare il ministro del Welfare alla videochat di Corriere.it - stringere intese con chi ti d� del razzista. Ma osservo che altrove, penso alla Catalogna o ai Paesi Baschi, i partiti autonomisti come il nostro sono schierati da quella parte�. Il cammino solitario del Carroccio resta dunque un’opzione in campo. D’altronde, aggiunge Maroni, �la Lega non � un partito n� di destra n� di sinistra�. Quindi, per definizione, libero di scegliere con chi correre. E �se prevale l’Unione – continua Maroni – dovremo capire quale sar� la strada per perseguire il nostro vero obiettivo che rimane il federalismo�.

              Ma dialogando con i lettori l’esponente leghista si sofferma anche sulla proposta bomba del Cavaliere: rottamare l’Ici, � fattibile? Per Maroni non ci sono dubbi in proposito: �La misura � concordata da tutti e sostenibile, e non danneggia affatto i Comuni�. Bobo non ci sta a giocare la parte di chi � rimasto spiazzato dal colpo a sorpresa del premier. Anzi. �La prima iniziativa per abolire l’Ici � targata Lega . � contenuta in un emendamento alla Finanziaria del 2001�, precisa. �Ma la cancellazione dell’imposta comunale sulla prima casa non � in contrasto con la devolution fiscale?�, provoca un lettore. �Dal punto di vista tecnico – risponde il ministro – non c’� alcuna incongruenza tra l’abolizione di un’imposta che � aggiuntiva e non erariale (come l’Irpef o l’Iva) e un sistema fiscale in senso federalista�. Non solo: togliere quella tassa si pu�, �rendendo fiscalmente deducibile l’Ici, a costo zero per il contribuente, e lasciando il gettito agli Enti locali�. Il resto della chiacchierata online � un tentativo di smarcarsi dai duri e puri alla Calderoli: �Roberto non mette le calze, io s�. Lui indossa certe magliette, io non porto nemmeno la maglia della salute. Abbiamo stili diversi�. Tra gli avversari dice di stimare �per la competenza e la seriet� Fausto Bertinotti, numero uno di Rifondazione comunista. Silura poi l’ex segretario dell’Udc Marco Follini (�lo manderei in panchina ma ormai � emarginato e non fa pi� danni�) e rassicura il popolo lumbard sulle condizioni del leader Bossi: �Umberto � uscito miracolosamente dalla grave malattia che l’ha colpito nel 2004. Solo la voce non � pi� stentorea come una volta. Per il resto � tornato il Senat�r di sempre, che ti telefona alle tre di notte�.

                Sul Ciampi bis Maroni fa invece il diplomatico: �Nessuna obiezione alla sua rielezione. Ma ci interessa di pi� sapere chi guider� Palazzo Chigi. Nel corso di questi anni i rapporti tra la Lega e il capo dello Stato hanno vissuto di alti e bassi. Ultimamente sono migliorati�. Passando poi ai temi economici si augura di rendere permanente il bonus pensioni che scade nel 2007 (�� un incentivo positivo per le casse dell’Inps e una misura coerente con l’allungamento dell’et� lavorativa�) e difende la legge Biagi: �Abrogarla significherebbe solo aumentare il lavoro nero�. Quanto al futuro, Maroni promette: �Non far� pi� il ministro, troppo stress�.

                  Luca Gelmini
                  Paolo Ottolina