“BladeRunner” L’ira del Cavaliere «Mi fanno sembrare uno scolaretto»

14/03/2006
    marted� 14 marzo 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    L’ira del Cavaliere
    �Mi fanno sembrare uno scolaretto�

    Ai consiglieri: �Regole assurde. Vi pare possibile che per parlare io sia obbligato ad alzare la mano?�

      Augusto Minzolini
      ROMA

        Probabilmente la tentazione pi� grande di Silvio Berlusconi � quella di chiedere a buciapelo a Romano Prodi �se crede agli spiriti� per via di un episodio mai chiarito nella quarantennale carriera del Professore: la seduta spiritica a cui l’attuale candidato dell’Unione partecip� durante il �caso Moro� e che port� all’individuazione del nome Gradoli, quello che poi risult� il nome della via dove si trovava uno dei covi Br. Ma viste le norme rigidissime del duello, che regolano anche le interlocuzioni tra i concorrenti, � difficile che il Cavaliere riesca nell’impresa.

          Il cruccio del premier alla vigilia del duello sono stati proprio questi lacci e lacciuoli inseriti giustappunto dallo staff di Prodi per rendere il confronto noioso e poco stimolante. Dell’incidente con Lucia Annunziata ieri invece il Cavaliere ha parlato quasi niente. I pochi collaboratori che gli hanno strappato una frase sulla vicenda lo hanno trovato addirittura soddisfatto per come sono andate le cose. �Il mio � stato un capolavoro – ha spiegato ai dubbiosi – sono riuscito in questo modo anche ad aggirare la par condicio. C’� stato tanto spazio anche per le repliche�.

            Oltre il premier non � andato. I suoi pensieri li ha dedicati tutti al duello di oggi, inveendo di tanto in tanto contro quelle che ha ribattezzato, facendo il verso ai giudizi che in passato il centro-sinistra ha espresso sulle leggi approvate dal governo sulla giustizia, �le regole salva Prodi�. �Ma vi pare – ha chiesto ad un certo punto al consigliere Valentino Valentini e al portavoce Paolo Bonaiuti – che per fare una domanda o replicare a Prodi io debba alzare la mano come fanno gli scolari quando chiedono alla maestra di andare al bagno? E tutto perch� Prodi si sente sicuro solo se � circondato da un cordone sanitario fatto da un lungo elenco di cavilli e norme che in tv non si � mai visto. Un cordone sanitario, pardon televisivo, che ha solo uno scopo: proteggerlo e salvarlo dalle figuracce. Ma su! N� Fassino, n� Rutelli, n� Bertinotti, n� Fini, n� Casini hanno chiesto per i loro confronti regole cos� assurde. La verit� � che la paura gli fa 90�.

              Tutta la giornata � andata avanti cos�: mentre il Cavaliere si allenava a rispondere alle domande, individuava delle battute, improvvisava dei ragionamenti con i suoi consiglieri per spiegare efficacemente il programma della sua coalizione, telefonava a Fini e a Casini, a Tremonti e a Pisanu per avere suggerimenti, veniva il momento, quasi per scaricarsi dalla tensione, che se la doveva prendere con il �salva Prodi�. �Anche questa storia che si sono inventati i suoi sul body-language – ha sbottato ad un certo punto – la dice lunga sulla fiducia che ripongono sulle capacit� del loro assistito. Mi hanno raccontato che nelle trattative la cosa che gli stava pi� a cuore era il divieto di riprendere l’avversario mentre uno dei concorrenti aveva la parola. Forse hanno il timore che gli faccio un dribbling sotto il naso. La verit� � che la paura fa brutti scherzi.

                Il premier non ha dato peso neppure alle modifiche sceniche dello studio di “Porta a porta” chieste dal Professore. Gli hanno riferito che la richiesta di Prodi � stata quella di renderlo meno salottiero e lui si � limitato a fare una battuta: �Lo vorr� pi� penitenziale. Magari pi� oscuro. Forse potrebbe stargli bene il confessionale del Grande Fratello. Ha ragione Fini: questo duello rischia di essere di una noia mortale�. N� si � pentito di aver chiesto di non avere pubblico nello studio: �Meglio nessuno – ha fatto presente ad uno degli alleati che gli ha telefonato ieri – che la platea proposta da Prodi: un gruppo di funzionari Rai muti�.

                  Gi�, malgrado il �salva Prodi�, lui si sente sicuro. Non si � lamentato neanche del fatto che dovr� lasciare a casa per la prima volta l’immancabile cartella di pelle con l’intestazione dorata Presidenza del consiglio, piena di appunti e di brevi dossier. �Guardate – ha spiegato ieri Bonaiuti – che Berlusconi � un computer, si ricorda tutto�.

                    In fondo cifre e percentuali in questi confronti contano fino ad un certo punto. Il premier, da uomo di televisione, sa bene che oggi dovr� certo rappresentare al meglio il suo programma per il futuro e mettere in evidenza le contraddizioni del suo avversario, ma che la cosa pi� importante, prioritaria, � quella di apparire pi� solare e pi� simpatico del suo interlocutore. In tv l’immagine � importante, fondamentale: e lui per l’occasione sar� abbronzato meno del solito secondo la filosofia del suo nuovo truccatore, Massimiliano Lucci detto “il Mannaggia” e, da pignolo, si porter� dietro un po’ di lacca per tenere in ordine i capelli visto che rispetto all’ultima campagna elettorale gli sono cresciuti.