“BladeRunner” L’ex antipatico che ha riaperto una partita chiusa

03/04/2006
    sabato 1 aprile 2006

    Pagina 3 – La battaglia elettorale

    ELOGIO DI TREMONTI – COS� IL MINISTRO DELL’ECONOMIA HA STRETTO PRODI SUL TEMA DELLE RISORSE

      L’ex antipatico
      che ha riaperto
      una partita chiusa

        Da Vicenza alle tasse, ha ispirato la rimonta

          personaggio
          Mattia Feltri

            ROMA
            I miracoli di Vicenza non si esauriscono nel fulmineo assorbimento della lombosciatalgia, da cui il premier era afflitto sino all’istante prima di cogliere la fregola nel pubblico confindustriale.

              Gi� il giorno precedente l’illuminazione prodigiosa aveva preso un leader del centrodestra, nel caso il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Ascoltando Romano Prodi impegnato a illustrare la strategia con cui recuperare soldi e ridurre il cuneo fiscale, Tremonti ha capito che cosa andava fatto.

                Fin l� era stato tutto un disastro, per il centrodestra e per il suo gran commercialista. Il distacco misurato dai sondaggi giustificava la depressione culminata nell’afflosciarsi di Silvio Berlusconi al faccia a faccia con Prodi. Nel giro di pochi giorni, l’attuale maggioranza aveva incassato le censure di Confindustria, il plateale schieramento del Corriere a sinistra, le inchieste giudiziarie sull’Udc, su An e, naturalmente, sul premier.

                  E il gran commercialista, cio� Tremonti, si era abbassato a chiedere le detestate tutele europee a causa della sciovinistica opposizione francese alla fusione Enel-Suez, e lo sfottimento da sinistra aveva trovato altro materiale oltre a quello classico sul dissesto dei conti pubblici. Tanto pi� che il nuovo governatore di Bankitalia, Mario Draghi, in una delle prime passerelle aveva proposto il consuntivo del governo di centrodestra: c’� meno occupazione, c’� pi� debito.

                    Che Tremonti rispondesse con i benestare dell’Ecofin era servito a poco, e non a rimettere in pista gli alleati, distratti dalle prospettive della sconfitta e dai piani di sopravvivenza. Tutto questo, ecco, fino a quel pomeriggio del 18 marzo a Vicenza. Tremonti sent� Prodi e cap� dove si doveva andare a guardare e su che cosa si doveva puntare. Il miracolo, per la coalizione del Cavaliere, non sta tanto nelle aspettative per il risultato: la rimonta continua a sembrare difficile. Ma il morale e la tattica di gioco sono cambiate, e di molto: asserragliata in difesa e ridotta a contropiede avventurosi, la Casa delle Libert� ha ribaltato il fronte e, in altri tempi, cronisti sportivi avrebbero definito la sua azione �assalto a Fort Apache�.

                      Parte la riscossa
                      Tutto � cominciato a Vicenza, e si � tradotto in offensiva la sera del 20 marzo, nella trasmissione di Bruno Vespa. �Sia chiara una cosa: se il 9 aprile vince Prodi, gli italiani da quel momento saranno molto pi� poveri�. Espressioni interrogative. Spiegazione: �Prodi ha annunciato che tasser� i titoli del debito pubblico, e quella sar� una tassazione retroattiva. Sar� colpito il risparmio�. Sul palco di Confindustria, a Vicenza, Prodi disse: adegueremo le aliquote. Si riferiva alla tassazione delle rendite finanziarie. Tremonti ha sentito, ha controllato e ha capito che il match poteva essere spostato su un terreno particolarmente congeniale al centrodestra, quello delle tasse. Non potendo pi� promettere con enfasi la riduzione in caso di vittoria, Berlusconi ha trovato il modo di sostenerne l’aumento in caso di sconfitta.

                        E su quel terreno, infatti, il centrosinistra ha perso la scioltezza dimostrata per settimane. �Per finanziare il cuneo fiscale, tasseranno retroattivamente i Bot e i Cct�, ha insistito Tremonti, trovando sui giornali sempre pi� spazio, e ottenendo che ne trovassero sempre pi� le goffaggini degli avversari. Prodi, per esempio, ha cercato di recuperare spiegando che le imposte sui conti correnti scenderanno dal 27 al 20 per cento, e che su Bot e Cct si proceder� �semplicemente a un’armonizzazione�. Ma quando si tratta di tasche, la parola �armonizzazione� apre scenari cos� descritti da un vecchio amico di Tremonti, Umberto Bossi: �Ma cosa l’� questa armonizzazione? Qui c’� odore di vaselina�. Intanto i quotidiani facevano il loro. Sul Corriere della Sera, Giannelli disegnava Prodi vestito da �Tax�, nel senso di �Tax Willer�. Il �Giornale� titolava a tutta prima pagina: �Per Prodi i Bot sono buoni ordinari da tassare�. E �Libero�: �Prodi semina il panico. Le tasse sui risparmi, la stangata sulla casa e l’Irap per le aziende…�.

                          E la sinistra va in tilt
                          L’occasione � parsa imperdibile a molti, non soltanto a destra. Su �Liberazione�, quotidiano di Rifondazione comunista, si � letto che � �un errore pensare che lo sviluppo passi automaticamente attrvaerso la riduzione delle imposte e del costo del lavoro�. Sul Manifesto, un editoriale era, nella sua onest�, titolato in modo suicida: �Viva la tassa�. E poi: �Sorpresa: le tasse sui Bot non sono pi� tab�. E fra entusiastici rilanci della tassa di successione, quella sull’eredit� abolita da Berlusconi, e ipotesi di aliquote, qui e l� rispuntava Tremonti: �E’ inaccettabile costituzionalmente, moralmente e giuridicamente. Chiedete a Prodi, alla Banca d’Italia, � gi� iniziata la fuga di capitali. Chiamate Lugano, chiamate qualche notaio, e vedrete se quello che dico non � vero�.

                            La tattica prodiana di minimizzare e precisare, seguita da quella di accusare l’avversario di delinquenza politica, non ha fatto centro. Qualche alleato, come Clemente Mastella, Antonio Di Pietro e Lamberto Dini, ha preso a chiedersi dove si stesse sbagliando. E persino un allievo diletto del Professore, Enrico Letta, ha proposto di cominciare a cambiare linguaggio, e quindi strategia di comuncazione. Ma per ora quel che conta � il colpo sublime di Tremonti, gi� decisivo nel 2001, quando riport� a casa Bossi e la Lega. Dovesse raddoppiare, bisogner� fargli spazio al mausoleo di Arcore.