“BladeRunner” La svolta di Fausto inquieta la sinistra

21/03/2006
    marted� 21 marzo 2006

    Pagina 8 – Primo Piano

    DOPO L’ANNUNCIO DI BERTINOTTI ANCHE SE RIFONDAZIONE NON SPARIR�, C’� CHI TEME UNA FUGA IN AVANTI NON ABBASTANZA MEDITATA

      La svolta di Fausto inquieta la sinistra

        Consensi ma anche perplessit� su �socialismo della persona� e Partito della sinistra europea

          Antonella Rampino

            ROMA
            Ultima svolta di Bertinotti, primi segnali: Fabio Mussi legge in Transatlantico con meticolosa attenzione; Gloria Buffo, chiuso il giornale, si sintonizza su �Radio Citt� Futura� per saperne di pi�; Valentino Parlato, voltata pagina, inoltra richiesta d’intervista per porre quesiti dottrinari non di secondo piano; Vittorio Foa ricorda che �con la parola individuo si chiude anche il mio ultimo libro�; Sandro Curzi sgombera l’agenda di consigliere Rai per essere, oggi, al residence Ripetta di Roma. Dove, presente Pietro Ingrao, si parler� dell’ultima svolta di Bertinotti, atto secondo. Piccolo trambusto nella sinistra italiana, all’annuncio del segretario di Rifondazione: dopo le prossime politiche, si avvier� fattivamente il processo di trasformazione nel �Partito della sinistra europea�, anche se, precisa il segretario a tre settimane dalle elezioni, al momento non c’� il disegno di cambiare �n� il simbolo, n� il nome del partito�.

              Percorso obbligato?
              E basta con il Marx della lotta di classe: per la sinistra del XXI secolo �ci vuole il socialismo della persona�, dato che sin qui s’� dato troppo peso al valore dell’uguaglianza, e troppo poco a quello della libert�. L’elaborazione, maturata domenica all’ultimo incontro della Sinistra Europea (formazione esistente a Strasburgo, e lanciata proprio da Bertinotti alla vigilia delle ultime elezioni europee) � stata poi approfondita proprio sulla Stampa. Contiene un elemento che investe direttamente l’insieme della politica italiana: Bertinotti dice che, se davvero nascer� il Partito Democratico, operazione dalla quale si dice �affascinato�, sar� inevitabile un nuovo soggetto politico anche a sinistra. �Un soggetto meticcio, inizio di un progetto politico ambizioso, lungo il percorso di revisione della cultura politica di Rifondazione, gi� iniziato da tempo�, scrive Pietro Folena sulla velina rossissima, �Rosso di Sera�. E’ un percorso obbligato, �cui costringe il riposizionamento al centro di ampi settori del riformismo�, spiega Folena. Il quale � un diessino che da tempo ha trasmigrato, come indipendente, nella factory di Bertinotti.

                �Certo, il tentativo di ridefinire i confini politici �, di tutti i forti cambiamenti gi� impressi da Bertinotti a Rifondazione, il pi� significativo� dice Gloria Buffo, della sinistra interna alla Quercia, ovverossia dell’area considerata �a rischio smottamento� in caso di nascita del Partito democratico. Adesso per�, avverte Buffo che consiglierebbe a Bertinotti di non condizionare la sua nuova geopolitica alla nascita del raggruppamento Quercia-Margherita (�Giro l’Italia, e tutti mi chiedono “ma � una finta, vero, quella del Partito democratico?”, il punto � che non ci crede nessuno�), �su questa ultima svolta che Bertinotti opera alla viglia del voto peseranno anche i risultati elettorali�. Cesare Salvi di �Sinistra diesse per il socialismo� (altra opposizione interna eventualmente a rischio smottamento) mette le mani avanti: �Non condivido tutta questa suggestione per il Partito democratico�. Emanuele Macaluso invece, ormai coscienza critica dell’ex Pci, sbuffa (�Ancora una svolta politica, che non abbiamo ancora metabolizzato l’ultima?�) e insinua il dubbio: �L’etichettatura di Rifondazione come Sinistra europea � un’operazione arbitraria. Le elaborazioni politiche devono essere sofferte, e molto, molto pensate�. Nella fattispecie, �questo mettere assieme trozkisti, ex stalinisti, maoisti, no-global, Ong e movimentismi vari, in Italia come in Europa, � un pasticcio, un’operazione da laboratorio�.

                  E’ vera innovazione?
                  Come sempre infatti le cose si complicano se le si guarda con gli occhi del politologo. E poich� Bertinotti poneva questioni teoriche, nella sua elaborazione allo stadio nascente, le cose si complicano ancora di pi�. �Certo, nel marxismo ci sono state mistificazioni�, nota ancora Macaluso, �ma non era proprio Bertinotti ad incarnare la visione libertaria del marxismo?�. Come dire: che bisogno c’� di dichiarare superata la lotta di classe (�archiviata da anni�) e di ri-centrare la politica sulla persona, sull’individuo? �Che questa poi sia la svolta delle svolte, mi pare francamente eccessivo� dice Valentino Parlato, �non vorrei fosse come per l’abiura dello stalinismo, che Bertinotti compie nel 2001 e noi del Manifesto nel 1969, ed era tardi gi� allora. O come quella sulla non-violenza, che non mi convince: se Bertinotti parlava dei casseur, non c’era neanche bisogno di prendere le distanze. Ma se intendeva la violenza che c’� nella Storia, beh quella la riconosceva anche Gandhi con la sua azione non-violenta�. A sorpresa, ma non troppo, � proprio il padre nobile di via Tomacelli il pi� critico, specie sulle bertinottiane eccezioni a Karl Marx. Che approdano a un punto: �Rifondazione non pu� essere il Partito Democratico della Sinistra. Perch�? Perch� a furia di cucinare la politica tutt’al pi� pu� venir fuori il Partito del Lesso Comunista�. Ma naturalmente �il rovello di Bertinotti � apprezzabile�. Verr� approfondito, come detto, in apposita intervista. Oltre che gi� stamattina, in un editoriale su Liberazione.

                    Le cinque sterzate

                    1-NO ALLO STALINISMO
                    �Non possiamo andare verso il futuro senza una rottura con ci� che ha impedito alla nostra storia di essere davvero una storia di liberazione�

                    2-SOLO NON VIOLENZA
                    �Per riattualizzare l’idea del comunismo bisogna passare attraverso una riforma della politica, come quella dell’azione non violenta�.

                    3-LA SCOPERTA DELLA FEDE
                    �Se anni fa affermavo di essere ateo, oggi non risponderei con altrettanta sicurezza. Sono impegnato in una ricerca che si ferma al limite del fenomeno religioso�.

                    4-LA SCELTA GOVERNISTA
                    �Il cammino di un accordo programmatico con l’Ulivo e la lista Prodi � difficile ma necessario�.

                    5-DALLA CLASSE ALLA PERSONA
                    �Noi oggi possiamo passare dalla “classe” alla “persona” e sentiamo questo passaggio come necessario al processo di liberazione�.