“BladeRunner” La politica sbanca l’auditel

20/01/2006
    venerdì 20 gennaio 2006

    Pagina 1 e 7 – Primo Piano

    La politica sbanca l’auditel

      Paolo Martini

        NEMMENO Cogne, il Super-Argomento per eccellenza, sbanca più l’Auditel come la politica. E guai ad alleggerire i contenuti: un Pupo con tanto di tombola oggi vale di meno di un capitombolo di Fassino. Per non parlar dei comici: ormai rischiano di far ridere di più le battutacce di Storace (Dica qualcosa di sinistra, ministro, suggerisce Fabio Fazio. Unipol!, risponde lui col ghigno).

        Sia «Porta a porta» o «Che tempo che fa», «Uno mattina» o «Matrix», il paradosso della resurrezione della telepolitica è sotto i nostri occhi tutti i giorni, con i dati Auditel. Effetto Bancopoli-caso Unipol, ed effetto della tonitruante irruzione in scena del Grande Attore Silvio Berlusconi. Ma è anche un risultato diretto degli scontri «faccia a faccia» tra i leader. Basta confrontare i programmi, con gli stessi personaggi, e il gioco è chiaro: Fini, di per sé, raccoglie una fetta rispettabile di pubblico (14% a «Matrix»), soprattutto se va a commentare il video di Quattrocchi; ma, certo, se si siede da Vespa a sfidare Fassino fa bingo (30%). Controprova: Fassino da solo, ospite di Fabio Fazio, seppur godendo di una collocazione in scaletta di tutto favore (tra Leonardo Pieraccioni e Teo Teocoli), non fa grandi balzi, e anzi va persino un pizzico sotto Storace (16,3% contro 16,8), che lo segue il giorno dopo a «Che tempo che fa». In assoluto, comunque, anche su Raitre, anche rispetto ai comici, la politica tira: lo dimostra l’eccellente andamento di «Ballarò», che nell’ultima puntata si è giovato della telefonata di Berlusconi come di un moltiplicatore (dal 14% al 19,3 in 9 minuti; la media dell’intervento è stata intorno al 16,5%, 4 milioni e 616 mila spettatori, mentre la media stagionale di «Ballarò» è al 13,4).

          Dell’indiscutibile valore aggiunto dello scontro avremo una riprova stasera a «Matrix», dove Mentana avrà l’occasione di ospitare la sfida all’Ok Corral che Berlusconi evitò, ormai una legislatura fa, con Francesco Rutelli, che oltre ad essere più «bello guaglione» di lui è almeno altrettanto charmant televisivamente. Il premier che fu Sua Emittenza, ora, stando a una celebre definizione del filosofo Paul Virilio, potremmo ribattezzarlo «Sua Trans-Apparenza»: sta perennemente dietro e davanti ai media tv, con risultati per ora indiscutibili almeno sui dati Auditel. Il suo intervento a «Uno mattina» ha raccolto il 32,5% del pubblico, contro il 28,7 medio del programma nello stesso orario. A Giuliano Ferrara, addirittura, Berlusconi ha concesso il miracolo di un quasi raddoppio dello share di «Otto e mezzo» (4,1%, più 1,85% rispetto alla media).

            Già, ma nel dettaglio è possibile capire quale pubblico in più si aggrega davanti alla telepolitica? La risposta sembra abbastanza omogenea: la passione politica riporta davanti al televisore uomini, soprattutto di mezza età e anziani, con un livello socio-economico medio o alto. Così, questa svolta è come la manna dal cielo soprattutto per il Grande Vecchio della Terza Camera tv Bruno Vespa: non solo in alto le medie di «Porta a porta», ma migliora anche la composizione del suo pubblico. Perciò adesso l’appuntamento più atteso, altro che Grande Fratello, è con il Grande Sfracello di venerdì 10 febbraio: rientra in tv, se ce la fa, il samarcandista Michele Santoro.