“BladeRunner” Inutile schierarsi, non vince nessuno

09/03/2006
    gioved� 9 marzo 2006

    Pagina 6 – Politica

    Per il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, la sfida dei due leader, dieci anni dopo, � logora. L’attenzione invece andrebbe puntata sui nuovi poteri emergenti

      Inutile schierarsi, non vince nessuno

        di Franco Adriano

          Proprio nel giorno in cui il Corriere della Sera, tramite il suo direttore Paolo Mieli, si � schierato con il centro-sinistra per le prossime elezioni politiche, il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, ha spiegato perch� � inutile schierarsi. Secondo lui, infatti, n� Silvio Berlusconi n� Romano Prodi sono pi� in grado di guidare la societ�, che � ben pi� complessa di quanto questi due leader, evidentemente offuscati (qualcuno azzarda �ormai politicamente cotti’), riescono a interpretare. Una considerazione non proprio originale, anzi ascoltata tante volte in questi giorni nelle chiacchiere da bar. Ma se a sostenerla ufficialmente, adesso, � uno dei pi� influenti analisti della societ� italiana, allora il discorso cambia. Abbandona la sfera del pettegolezzo ed acquista maggiore scientificit�. Il segretario generale del Censis, nell’intervista che uscir� nei prossimi giorni sul sito governance.it, ha sostenuto che Prodi e Berlusconi perderanno entrambi, non solo perch� hanno esaurito tutti e due la carica propulsiva che avevano dieci anni fa, ma soprattutto perch� si sta sviluppando �una strana poliarchia’. � presto detto quale. Si tratta di �gruppi di interesse’, �nuove forze locali’ e �autorit� specializzate all’attacco delle burocrazie autoreferenti’ a cui si aggiungono �innovatori indipendenti che saltano gli steccati amministrativi e si fanno accreditare direttamente sulla scena internazionale’. Al di l� dei tecnicismi d’obbligo, dovrebbero fischiare le orecchie a tanti. Per esempio al leader siciliano del Movimento per le autonomie, Raffaele Lombardo, e alla miriade di altri leader locali. Non solo. Anche a personaggi del calibro di Mario Draghi, Domenico Siniscalco e Mario Monti, solo per citarne alcuni, che dovrebbero riconoscersi nella seconda tipologia degli innovatori che si sono fatti accreditare direttamente sulla scena internazionale. Anche per i gruppi di interesse, dalle associazioni dei consumatori a quelle d’impresa, non sembra esserci che l’imbarazzo della scelta, visto che spuntano come funghi e soprattutto sono sempre pi� incisivi ed ascoltati.

          Tra i poteri emergenti, poi, secondo De Rita, ce ne sono alcuni che hanno ormai raggiunto �tipologie di establishment pi� vigorose’ insidiando fortemente �le oligarchie impegnate nella esclusiva difesa delle proprie rendite di posizione’. Una comprende i leader, che egli definisce �relazionali’, ossia quelli che partecipano ai think tank, �genere Aspen Institute’, o che guidano �i media pi� influenti’. Impossibile a questo proposito non andare con il pensiero a personaggi come Giuliano Amato, Enrico Letta e Giulio Tremonti oppure proprio al direttore del Corriere della Sera e al suo ruolo esercitato negli ultimi mesi. Mieli, dunque, da questo punto di vista con la sua benedizione a Prodi non avrebbe scelto un campo ben preciso, ma in realt� starebbe giocando egli stesso un ruolo tutto suo.

            La seconda tipologia di �establishment vigoroso’ impegnato contro le vecchie oligarchie e politiche, invece, secondo De Rita si sta organizzando intorno alle �autonomie funzionali che portano sul mercato servizi davvero utili: dalle amministrazioni meno burocratizzate ai migliori poli fieristici e logistici, dai centri di ricerca alle universit� innovative’. Tutti altrettanti centri di potere. �Rispetto a dieci anni fa’, ha concluso De Rita, �la situazione italiana � perfino pi� grave. I poteri ed i protagonisti del passato, inclusi Prodi e Berlusconi, non riescono a condensare leadership. E s’illude chi pensa di giocare la partita dentro i vecchi schemi. Lo stato nazionale e le politiche verticali si stanno sfarinando’. (riproduzione riservata)